Sicurezza
Laghetti di Tufaia invasi dai moscerini “alieni”
Il fenomeno è in aumento, e si ripete in aprile ormai da un paio d’anni. Vanno eliminati, ma per ora si procederà soltanto a una disinfestazione
VENTURINA. Il problema dei moscerini in Tufaia e nella zona dei laghetti non ha ancora una soluzione. E pare si dovrà aspettare ancora del tempo. Da qualche giorno, gli insetti sono molti di più e i residenti continuano a lamentarsi dell’invasione. Si tratta di un’emergenza che va avanti da quasi due anni e che ad aprile si riacutizza sempre.
Per questo lo scorso anno, a giugno, per il parco dei laghetti è stato istituito un tavolo tecnico che riunisce Comune, Wwf, Ispra, Consorzio di bonifica 5 Toscana Costa, Asa, Azienda sanitaria e Polizia provinciale, col fine di debellare la massiva presenza di questi moscerini, appartenenti alla famiglia dei chironomidi.
Il tavolo aveva rilevato lo squilibrio dell’intero ecosistema, principalmente ascrivibile alla presenza massiccia di specie alloctone di pesci e anfibi, che non si nutrono né di insetti né di larve, e alla quasi totale assenza di uccelli e mammiferi che invece larve e insetti ne divorano.
Quindi, i tecnici del tavolo ambientale fecero sapere che la prima cosa da fare sarebbe stata l’eliminazione delle specie “forestiere” sostituendole con specie autoctone, e la piantumazione di specie arboree idonee alla riproduzione e nidificazione di uccelli e mammiferi. Entrambe le cose, in pratica, permetterebbero l’arrivo di predatori di questi insetti.
Ma queste operazioni non sono ancora partite, perché, fanno sapere dall’amministrazione comunale, si attendono alcuni approfondimenti.
Intanto il Comune proseguirà con le consuete campagne di disinfestazione, come fatto nello scorso anno, nel rispetto delle norme e dell’ambiente. E a breve se ne programmerà una mirata.
«La lotta ai moscerini prosegue – riferisce al Tirreno l’assessora all’Ambiente Elena Fossi – Mentre sono in corso gli approfondimenti del Tavolo tecnico, adesso che il bilancio comunale 2021 è operativo abbiamo potuto avviare l’ipotesi di spesa per la disinfestazione mirata dei chiromidi e nei prossimi giorni con la giunta faremo il punto della situazione. L’obiettivo del riequilibrio ambientale del parco dei laghetti che, nato principalmente a scopo irriguo nei primi anni Novanta è divenuto poi anche un polmone verde cittadino, è un traguardo al quale puntiamo, ben consapevoli dei tempi lunghi necessari e della complessità del percorso. Naturalmente sarà nostra cura, ogni volta che ci sarà un passo concreto compiuto, metterne a conoscenza la cittadinanza. Ad oggi, bene ripeterlo, è necessario procedere con periodiche disinfestazioni, cercando anche in questo caso il necessario e doveroso punto di equilibrio di un non eccessivo uso di prodotti che, anche quando composti da principi attivi di origine naturale, rappresentano pur sempre un elemento portatore di un certo grado di tossicità».
L’eradicazione di specie aliene sarà possibile quando sarà individuata anche la delocalizzazione delle specie eradicate. «Il tavolo tecnico è andato avanti anche con l’ausilio di biologi specializzati – precisa Fossi – Dal confronto è nata la volontà di richiedere l’intervento dell’università per sciogliere alcuni nodi legati alla presenza di specie aliene, alla loro eradicazione e alla sostituzione con flora e fauna locali».
Il Consorzio di bonifica provvederà ora alla ripulitura perimetrale del lago grande, Asa effettuerà la recinzione del laghetto piccolo per evitare comportamenti scorretti da parte dei cittadini che potrebbero essere lesivi della loro incolumità e verrà interdetta ogni forma di pesca che attualmente non risulta autorizzata. Tutto questo perché si sono verificati abusi nell’utilizzo dell’area.
«Di vitale importanza per la nostra agricoltura è il mantenimento dell’efficienza di quell’impianto d’irrigazione – conclude l’assessora – che rappresenta un meccanismo virtuoso di recupero dell’acqua che, unitamente al progetto Life Rewatt, pone il Comune di Campiglia in posizione privilegiata per azioni virtuose, di recupero e di tutela dell’ambiente. Quindi bisogna senz’altro prendersi cura di quell’area ben sapendo che la risoluzione delle criticità che abbiamo rilevato e studiato in questi due anni di mandato richiederanno un arco temporale non certo breve. Ma questa è l’unica strada da percorrere». —
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