Il Tirreno

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In duecento davanti alla frana di Campo Lo Feno: «Riaprite subito la strada»

Luca Centini
In duecento davanti alla frana di Campo Lo Feno: «Riaprite subito la strada»

Protestano i cittadini arrivati da Marciana e da Campo. Presenti anche i sindaci del versante occidentale: «Non si perda altro tempo»

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MARCIANA. Una protesta spezzata in due. Proprio come quel tratto di strada provinciale che ormai da cinque mesi divide le comunità del versante occidentale dell’Elba. Un centinaio di manifestanti arrivati da Marciana, Patresi, Sant’Andrea e Marciana Marina hanno risposto all’appello del comitato per la riapertura della Sp 25 e sono arrivati fino alla barriera che interrompe il passaggio ad auto e pedoni. Un altro centinaio, invece, sono arrivati da Pomonte, Fetovaia e Marina di Campo, per poi fermarsi davanti alla sbarra posizionata in mezzo alla carreggiata a poche centinaia di metri di distanza, sul lato campese. I sindaci di Marciana Simone Barbi e di Marciana Marina Gabriella Allori sono arrivati percorrendo la strada ai piedi del Monte Capanne, il sindaco di Campo Davide Montauti, il consigliere regionale della Lega Marco Landi e il consigliere direttivo del Parco Angelo Banfi sono giunti dalla Costa del Sole: seperati da una barriera, ma uniti nel dare sostegno ai cittadini che hanno organizzato la protesta pacifica, andata in scena ieri mattina a partire dalle 10.

Campo Lo Feno, ormai da cinque mesi, è il luogo che separa le due comunità del versante occidentale dell’isola d’Elba. Come il Checkpoint Charlie che divideva Berlino est da Berlino ovest: solo che stavolta non c’entrano niente la politica, i regimi e la guerra fredda, ma è la natura che ha giocato un colpo basso, facendo venire giù con una frana diversi massi di granito pesanti alcuni quintali fino alla carreggiata. Da cinque mesi, tranne che in determinate condizioni per lo scuolabus e le ambulanze, non si passa. I primi lavori in somma urgenza sono stati portati avanti dalla Provincia, così come è stato portato a termine un grosso intervento per il disgaggio e una prima messa in sicurezza della scarpata da parte della cooperativa Nanni Elba. Ma l’intervento è grande e servono soldi che la Regione ha stanziato (650mila euro) per rendere sicura la strada e montare delle reti paramassi in grado di scongiurare altri pericoli. Quello che gli abitanti della zona temono, però, sono i tempi della burocrazia. La stagione turistica è alle porte e una delle parti più belle dell’isola resta troncata in due. Percorrere l’Anello Occidentale completamente è impossibile e questo, in concreto, rappresenta un carico troppo pesante da sopportare in termini di tempi di percorrenza e disagi . Per questo motivo circa duecento persone si sono mosse, ieri mattina, per far sentire la propria voce. «Ho partecipato a questa iniziativa di protesta organizzata dal comitato nato per chiedere la riapertura della strada perché sono d’accordo con le rivendicazioni dei cittadini – ha spiegato il sindaco di Marciana, Simone Barbi – i disagi per gli abitanti di questo versante sono molti, non ci possiamo permettere di perdere altro tempo. Cinque mesi fa si è verificata la frana e oggi la situazione è ancora questa, la stagione turistica sta per iniziare e non sappiamo ancora come potremo affrontarla. Si parla di una riapertura a fasce orarie, ma non vi sono certezze, considerato che già a marzo ci era stato detto che avremmo potuto contare su una riapertura almeno parziale». «Menefreghismo o incapacità? Questo si chiedono gli abitanti dell’Elba a cinque mesi dalla frana – attacca il consigliere regionale Landi – In quale altra parte della Toscana la giunta regionale avrebbe tollerato una situazione del genere? Se dei massi avessero interrotto la circolazione su un’importante strada della piana fiorentina avremmo registrato questa inerzia? Temo di no». —

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