Il Tirreno

Passione, sport, comunità Gare di moto enduro in memoria di Sara Lenzi e un altro pozzo in Togo

CECILIA CECCHI
Due giorni di prove speciali per moto enduro con più di 500 partecipanti in memoria della 18enne pilota riotortese Sara Lenzi, un momento del percorso di gara (fotoservizio Paolo Barlettani)
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Due giorni di prove speciali per moto enduro con più di 500 partecipanti in memoria della 18enne pilota riotortese Sara Lenzi, un momento del percorso di gara (fotoservizio Paolo Barlettani)

Protocolli contro il rischio contagio, in regia il moto club Costa Etrusca Il grande impegno dell’associazione dedicata alla giovane campionessa 

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IL RACCONTO

CECILIA CECCHI

Piloti, meccanici, team in ordine uno dopo l’altro alla postazione d’ingresso paddock per i controlli legati all’emergenza sanitaria coronavirus; difficile che qualcuno si allontani, oltre che col braccialetto valido per l’area senza la tessera dell’associazione “Sara Lenzi pilota”.

Unico obiettivo moltiplicare i progetti solidali della giovane campionessa di motorally, vittima di un tragico incidente stradale in Sardegna mentre partecipava ad una competizione. Già da ieri mattina nell’area paddock RioLab, un paese che non è più Riotorto ma qualcosa di più simile al Mugello con sgassate, colori, passione, risate, giovani, motori: Sara Lenzi ovunque.

In regia il moto club Costa Etrusca. Con questa manifestazione sportiva anche il trofeo Ilvo Cassioli in memoria di un attivissimo associato del moto club sempre presente nell’organizzazione, scomparso mentre andava a lavorare in moto nel 2014. La prova di campionato toscano enduro e mini enduro Trofeo Beta con in sottofondo l’impegno dell’associazione “SaraLenzi pilota”; agli stand direttamente gestiti sia all’ingresso per i test sanitari che nel cuore del paddock ci sono le amiche di sempre di Sara, nell’ordine Chiara Cenerini, Bianca Vignali, Giulia Pizzichini (all’ingresso).

Poi Chiara Vannini, Giada Favilli e Giulia Collavoli.

Tutto secondo i protocolli per contenere il rischio di contagio sia nella cittadella dei team che sul campo di gara. Controlli su tutto il circuito delle forze dell’ordine, soprattutto polizia di stato e vigili urbani. Subito al via, sabato 17, i piloti giovanissimi: dagli 8 ai 16 anni, su un campo di gara leggermente fuori Riotorto. Moto mini enduro belle da far paura. Sole, polvere ovunque, alle fettucce per la maggio parte meccanici e commissari di gara.

«Le prove sono cominciate alle 14, 30 – spiega il babbo di Sara, Rudy Lenzi, nel direttivo del moto club dove corre uno dei figli più piccoli (che si è difeso, eccome, quinto di classe 10 anni) – e si sono concluse intorno alle 18. Un percorso soprattutto su sterrato. Con un trasferimento di circa 4 km. I piloti in gara? 81».

Domenica 18 partenza e arrivo nel piazzale antistante il palazzetto dello sport in via Marcovaldi (sosta vietata con rimozione forzata). «Previsto un trasferimento di 25 km con prova speciale – conferma Rudy Lenzi – e un altro trasferimento di 25 km con prova nel bosco. Cross teste e Enduro test. Gli iscritti al campionato toscano di moto enduro sono oltre 450». Così passione, sport, comunità si intrecciano portando avanti l’altro desiderio della campionessa di moto rally appena diciottenne di aiutare i meno fortunati e i più deboli.

Dopo il primo progetto di un pozzo in un villaggio in Togo sempre più vicina l’inaugurazione del secondo pozzo ancora in un altro villaggio togolese (dove manca pure la corrente elettrica). #SaraLenzipilota #Sarasempreconnoi scritto su tutti i gadget e lei dedicati, è vero. –

(fotoservizio Paolo Barlettani)

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