Toscana
Disposta la perizia psichiatrica sul giovane che uccise il padre
Nominati due esperti dal tribunale e dalla difesa: il loro parere entro 45 giorni. Francesco Biagi resta in isolamento nel carcere livornese delle Sughere
VENTURINA. Il giudice per le indagini preliminari Antonio del Forno ha disposto la perizia psichiatrica nei confronti di Francesco Biagi, il 28enne venturinese che sabato 20 marzo ha ucciso con una coltellata il padre Stefano, di 64 anni.
La richiesta è venuta dallo stesso pubblico ministero, Massimo Mannucci, e accolta con favore da Alberto Moschini, legale del giovane venturinese.
Per il tribunale è stato nominato come perito il dottor Alessio Dini, la difesa ha invece incaricato il professor Rolando Paterniti. I due esperti avranno ora 45 giorni i tempo per esprimere il loro parere.
Francesco Biagi, anche ieri mattina nell’udienza davanti al gip, videocollegato dalla sua cella nel carcere di Livorno, dove continua l’isolamento, si è comportato come ha fatto fin dall’inizio: non parla, sembra totalmente assente rispetto a quanto accade intorno a lui.
Del resto si tratta di una persona già seguita dai servizi di igiene mentale dell’Asl, che un anno fa aveva aggredito una prima volta il padre e che il 20 marzo lo ha ucciso colpendolo al torace un coltello da cucina con una lama di 20 centimetri perché, è l’unica cosa che ha detto ai carabinieri, voleva dormire.
Stefano Biagi era spirato dopo un’ora di agonia. Accoltellato intorno alle 8,30, l’uomo era stato soccorso e portato nella zona del Calidario dove nel frattempo era stato fatto atterrare l’elicottero del 118.
Ma Pegaso era ripartito senza il paziente, deceduto sul pratino tra medici e volontari che cercavano di rianimarlo. Aveva una sola ferita, ma profonda, nell’emitorace sinistro. —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
