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Agricoltore custode: la proposta di legge degli studenti elbani del Cerboni

Manolo Morandini
Agricoltore custode: la proposta di legge degli studenti elbani del Cerboni

Dallo studio di Pomonte all’ipotesi di un reddito rurale per la tutela della biodiversità e del territorio che la ospita. L'idea dei ragazzi è al vaglio del Senato

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PORTOFERRAIO. Dal particolare al generale. La scuola che si fa esperienza, si apre al territorio e da qui prova ad allargare l’orizzonte. Se la legge 194 del 2015 che si occupa della biodiversità agricolo alimentare verrà modificata sarà merito degli studenti della 4ª Tec dell’Itcg Cerboni di Portoferraio. Si deve a loro la proposta all’esame della commissione del senato nell’ambito del progetto nazionale Senato ragazzi.

Quella legge si occupa di favorire la preservazione di razze animali autoctone a rischio di estinzione e di specie vegetali soggette a erosione genetica. Ma c’è dell’altro. E provano a metterlo sul tavolo gli studenti del Cerboni, 16 ragazzi di una quarta che è articolata negli indirizzi Costruzioni, Ambiente e territorio e agraria, Agroalimentare e agroindustria. Il risultato è la risposta alla domanda che gli ha posto il loro professore di Produzioni vegetali, Economia ed estimo Alessandro Petri: «Come è possibile preservare piante e razze animali a rischio di estinzione se non tuteliamo anche il territorio che le ospita, con le caratteristiche specifiche di un paesaggio e con le sistemazioni idraulico agrarie che lo rendono unico e capace di impedire il dissesto idrogeologico che tanto avversa il nostro paese?».

La risposta è stata elaborata nell’ambito del concorso nazionale Senato ragazzi, che dà l’opportunità a una scuola di redigere una proposta di legge che, seguita opportunamente nel suo iter da una commissione di esperti del senato, interagendo con gli studenti, attraverso fasi di scrittura con un corretto e appropriato linguaggio giuridico e applicando opportune modifiche ed emendamenti, giungono alla stesura del testo di legge definitivo che, se verrà approvato, avrà valore legale a tutti gli effetti. La dirigente scolastica Alessandra Rando ed Emanuela De Domenico, coordinatrice per l’Istituto scolastico del percorso interdisciplinare di Educazione civica, accolgono con entusiasmo l’iniziativa e si attivano per trovare all’interno del territorio elbano un’area oggetto di studio. La scelta ricade su Pomonte. I contatti con il sindaco di Marciana Simone Barbi e la vicesindaca Susanna Berti, che tra l’altro è residente a Pomonte, si sono rivelati determinanti nel collaborare al progetto e mettere la classe in contatto con la popolazione che si è mostrata da subito disponibile per interviste e ricerche sul territorio ed entusiasta nel far rivivere l’antico spirito della Valle.

Nei primi anni del secolo scorso, la valle ospitava fiorenti vigneti disposti su terrazze che arrivavano fin sulla sommità dei crinali granitici. Queste sistemazioni rendevano la valle curata come un giardino pensile, evitavano pesanti costi sociali di dissesto idrogeologico e permettevano la coltivazione anche in zone impervie e marginali. Insomma, la valle è un esempio di come la cura del paesaggio sia una scommessa vincente per far fronte ai cambiamenti climatici e al mantenimento di antiche tradizioni e civiltà rurali. Il disegno di legge propone la figura di un agricoltore responsabile non solo della biodiversità ma anche della tutela del territorio che la ospita, preservando gli elementi caratterizzanti del paesaggio e indispensabili per la sua conservazione. La proposta ha dunque un valore sociale in quanto garantendo un reddito rurale di cittadinanza permette l’insediamento nel territorio di persone che ne garantiscono il controllo, il mantenimento e la tutela anche di tutte le antiche tradizioni socio culturali a esso connesse e gli antichi mestieri legati a tradizioni rurali. —

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