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la polemica 

Piccole isole “libere dal Covid” «Non si parli di privilegio»

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portoferraio. Piccole isole “libere dal Covid” e tutti vaccinati. Anzi, no. Apriti cielo. Tra le Regioni c’è chi dice no e alla fine Roma frena. Ma la polemica non si placa. E a chi ha parlato di una sorta di privilegio vaccinale risponde l’associazione nazionale Comuni isole minori. «Un programma mirato per le isole minori ha proprio l’obiettivo di superare i gap che ne rendono difficile l’attuazione del piano vaccinale – scrive l’associazione in una nota – e non certo di essere strumento “salta fila”. Molte isole hanno un numero ridotto di abitanti e il piano vaccinale può e il piano vaccinale può essere attuato in breve tempo».

E a pensarla così è anche il sindaco di Portoferraio e presidente della conferenza dei sindaci per la sanità Angelo Zini, secondo cui «il progetto di vaccinazione delle isole minori aveva e ha prima di tutto una motivazione di ordine sanitario perché queste popolazioni insulari sono da considerarsi loro stesse fragili rispetto al resto della popolazione. Poi, ovviamente, si aggiungerebbe anche una motivazione di comunicazione promozionale dal punto di vista turistico. Tuttavia non si tratta di alcun privilegio: prima di tutto si devono salvaguardare le categorie più a rischio. Pensiamo inoltre che questo progetto può senz’altro avere esecuzione come integrazione della campagna vaccinale nazionale».

L’associazione nazionale isole minori spiega poi perché, dal suo punto di vista, una campagna di vaccinazione mirata destinata, appunto, alle isole, sarebbe auspicabile.

«Stante lo status geografico, risulta di maggior efficacia, oltre che di buon senso, concentrare la campagna vaccinale delle isole in periodi brevi, per evitare il perpetuarsi di differenziamenti diseguaglianze nelle prestazioni sanitarie a favore dei corregionali della terraferma. Tale concentrazione avrebbe l’innegabile positivo effetto di rendere le isole minori Covid free in tempi celeri e permetterebbe di massimizzare le risorse disponibili, poiché limiterebbe gli spostamenti delle persone e la movimentazione dei vaccini. E in questo modo si potrebbe anche evitare, per il secondo anno consecutivo, la mancata apertura delle strutture turistiche e la mortificazione delle attività economiche più generali». —

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