Gioco
Piovono polistirolo, fil di ferro e acciaio sui giochi del nido
Al nido comunale “Il Panda”: la denuncia del genitori
PIOMBINO. Piovono fiocchi di polistirolo, brandelli e rocchetti di filo di ferro, una lastra d’acciaio. Succede nell’area gioco del nido “Il Panda” incuneata nel cantiere per i tre palazzi in costruzione del comparto edilizia sociale di via Pertini.
L’allarme non riguarda l’innovazione urbana o l’inclusione sociale, ma la sicurezza dei bambini del nido che proprio non c’è più. «Abbiamo cercato in tutti i modi di far intervenire l’amministrazione, senza risposta alle comunicazioni all’assessore alla scuola Cresci, ai dirigenti di servizi, urbanistica, lavori pubblici e al sindaco Ferrari – spiegano i genitori delle sezioni Tulipano Girasole Margherita –. Ci hanno persino cancellato una nota dal sito del Comune. Impossibile aspettare ancòra vista la crescente gravità della situazione. Ormai noto quanto accade dall’inizio dell’anno scolastico, raccontato già da gennaio con lettere raccomandate inviate dal comitato di gestione del nido comunale».
«Nel nostro caso – ricordano – proprio non si rispetta la legge che con un cantiere in corso prevede l’obbligo di minimizzare disagi e pericoli. Abbiamo trovato e fotografato matasse di filo spinato ed altri materiali pericolosi nel giardino del nido. Col passare dei mesi, per i bambini e per il personale, stare nello spazio esterno e nell’aria antistante è diventato sempre più difficile. In più? Sempre materiali edili ingombranti – sottolineano – appoggiato alla rete di confine. Un rocchetto di ferro è caduto in giardino mentre un genitore stava accompagnando un bambino. Ci sono mamme e babbi testimoni di fasi di lavorazione col passaggio del braccio della gru con carichi sospesi e ovvi rischi gravissimi».
Ora basta pericoli e massima tutela. «Chiediamo garanzie per adesso e per il futuro perché si dovrà – aggiungono – poter vivere con serenità questo spazio all’aperto. I bambini non ne dovranno essere mai privati considerando le già tante limitazioni a cui li obbliga la pandemia». Problemi che non si estingueranno col cantiere.
«Ai bambini oltre che al personale del nido – confermano i genitori – dovrà essere garantita la privacy visto che saranno sempre rivolti all’affaccio di piani alti di finestre e balconi. Non si tratta di eccesso di preoccupazione: sarà sempre possibile scattare foto improprie e senza controllo. Quando è cominciata la scuola nessuno pesava a tre edifici così e di questa altezza. Ecco la nostra ultima lettera inviata per posta certificata ad aprile. Ma niente». Che è colpa di qualcun altro non funziona: il problema è adesso e va risolto. –
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