Il Tirreno

il problema degli scarichi 

Investimenti di Asa sul vecchio depuratore

Manolo Morandini
Investimenti di Asa sul vecchio depuratore

Previsti tre anni di interventi per ammodernare l’impianto e impedire lo sforamento di sostanze inquinanti

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venturina. Nessun fulmine a ciel sereno. Il fermo amministrativo di 30 giorni degli impianti imposto da Arpat dal 24 marzo all’Italian food se lo aspettavano. Tre le diffide arrivate durante la campagna del pomodoro 2020, notificate all’impresa per gli sforamenti di inquinanti negli scarichi inviati al depuratore di Campo alla Croce.

Non è una novità neppure che vi siano criticità al depuratore di Campo alla croce, dove vengono convogliati sia gli scarichi civili che dell’industria del pomodoro. Le settimane in cui la fabbrica marcia a pieno regime, in genere, coincidono con quelle a cavallo di Ferragosto in cui si deve tenere conto anche delle presenze turistiche. Fatto sta che da anni il problema si pone più o meno sempre con le stesse modalità. E nasce anche da qui l’impegno dell’azienda a dare corpo ai necessari adeguamenti per non vedersi obbligata fermare la produzione. Eventualità che a cascata metterebbe in crisi la filiera del pomodoro da industria non solo in Val di Cornia ma anche in altri territori della Toscana.

«Le cause dei problemi del depuratore non si possono attribuire a negligenze dell’azienda, che ha applicato gli accorgimenti richiesti per minimizzare il problema, dai filtri a carboni attivi all’uso additivi per migliorare la qualità degli scarichi inviati al depuratore». Fa quadrato la sindaca di Campiglia Marittima Alberta Ticciati. Che aggiunge: «La convivenza di un impianto industriale di quelle dimensioni con un unico depuratore per la parte civile è un tema complicato. Le cause degli scarichi non a norma sono molteplici e ciò rende il quadro complesso. È quindi necessario mettersi tutti intorno a un tavolo per evitare che situazioni di questo tipo si trasformino in emergenze. Tant’è che da cinque mesi è aperto un tavolo con Asa, Arpat e Regione Toscana. E non a caso l’ammodernamento del depuratore di Campo alla Croce è tra gli investimenti previsti da Asa per minimizzare il problema. Si tratta di un investimento finanziato da Asa che vedrà la conclusione del primo stralcio nel 2021, il secondo nel 2022 e la conclusione per il 2023». L’intervento si propone di dare una risposta alle necessità dell’industria del pomodoro nonché alla capacità di ospitare sul territorio delle attività che abbisognano di un alto consumo di acqua.

Problemi al depuratore a parte ad alimentare le preoccupazioni è il blitz dei carabinieri della Tutela agroalimentare. «Non so che cosa stia succedendo ma seguo la vicenda con attenzione – sostiene Ticciati – Italian food è un’azienda importante per il nostro territorio e occupa un numero significativo di persone, che tra l’altro raddoppiano nel periodo estivo. È quindi evidente che c’è attenzione a ciò che sta succedendo in questi giorni». –

Manolo Morandini

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