Il Tirreno

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Le isole “libere dal Covid” «Senza dosi piano a rilento»

Claudia Guarino
Le isole “libere dal Covid” «Senza dosi piano a rilento»

L’Elba vorrebbe accelerare sulla proposta delle vaccinazioni di massa  Il sindaco Zini: «Finché continua questa scarsità di flaconi è tutto bloccato»

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Claudia Guarino

portoferraio. Tutti vaccinati entro maggio. Sia per rendere l’isola ancora più appetibile dal punto di vista turistico sia «per mettere in sicurezza la popolazione», come dice il sindaco di Portoferraio Angelo Zini. Una proposta, oltre il sogno. Solo che al momento è tutto bloccato. Perché, anche se l’idea riuscisse a mettere d’accodo tutti (e non è così, tanto che ci sarebbe stata una frenata da parte del governo), manca la materia prima. Ovvero non arrivano abbastanza vaccini. «Siamo in una fase di stand by – spiega Zini, che è anche presidente della conferenza dei sindaci elbani – Ma nonostante questo speriamo ancora che sarà possibile vaccinare tutti entro maggio. Ci informeremo, comunque, sugli sviluppi che avrà la cosa a livello nazionale». La proposta di somministrare il siero anti Covid a tutta la popolazione delle isole minori, lo ricordiamo, viene dal ministro del Turismo Massimo Garavaglia. Ma l’idea è riuscita a scatenare il tutti contro tutti. Governo contro Regioni. E Regioni contro altre Regioni. Perché c’è chi parla di ingiusto privilegio vaccinale e chi di necessità. In tutto questo l’Elba, che delle isole minori fa parte, ci spera, ci crede e continua a chiedere che si faccia in fretta. Se la proposta avesse un seguito si tratterebbe di vaccinare circa 32mila persone, tra residenti e lavoratori. Con un grande punto di domanda sulle tempistiche. «Al momento non sappiamo niente circa le modalità con cui potrebbero avvenire le somministrazioni né c’è chiarezza sulle tempistiche. Di sicuro noi saremmo pronti già da ora. Basta che ci diano l’ok e che ci mandino le dosi. Poi partiamo». Perché in effetti il problema alla base di tutto è sempre lo stesso: la scarsità di vaccini. Anche se adesso sembra che qualcosa si stia muovendo. Come sappiamo la disponibilità del siero AstraZeneca al momento rasenta lo zero. C’è attesa per Johnson&Johnson mentre le iniezioni di Moderna per i super fragili vanno avanti col contagocce. L’unico vaccino “accessibile” è il Pfizer, che però viene destinato principalmente agli over 80 e fino a che non saranno vaccinati tutti è difficile pensare che possa essere dirottato altrove. Ecco, dunque, che l’iter verso l’ipotetica immunizzazione dell’Isola, se non si è arenato «di sicuro sta andando a rilento», spiega Zini. L’Elba, viceversa, come già raccontato dal Tirreno, vorrebbe accelerare. «Io credo che questa iniziativa per le isole minori potrebbe essere considerata come un’articolazione della campagna vaccinale che è attualmente in atto. Perché servirebbe anche a mettere in sicurezza i cittadini». Oltre, naturalmente, ad avere un valore turistico di tutto rispetto. Non per niente in Italia ci sono agenzie di viaggi che stanno organizzando vacanze Covid free coinvolgendo solo persone vaccinate. E avere un’isola “immune” potrebbe attirare anche questo tipo di turismo. «Il nostro sarebbe un territorio considerato ancora più sicuro». L’obiettivo rimane quello di raggiungere la piena vaccinazione a maggio. Ma gli interrogativi sono parecchi. Anche perché non è possibile vaccinare tutti se non ci sono vaccini per tutti. E se non c’è un protocollo che regolamenta la procedura. —

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