Il Tirreno

lavoro e ambiente 

«Sempre con prudenza, ma bisogna tornare a lavorare e a vivere»

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PIOMBINO. «Da un anno l’Italia vive, come moltissimi altri Paesi, in uno stato di emergenza dovuto al Covid – interviene la lista civica Lavoro & ambiente che prosegue – Un anno di tragedie personali e familiari, di ospedali al tracollo, di chiusure e riaperture, di misure di sicurezza e di stanziamenti, di rimborsi parziali, di sovvenzioni e ristori insufficienti. Un susseguirsi di decreti, spesso usciti nel fine settimana, mettendo ancora più in difficoltà quelle categorie che magari si erano già organizzate». In alto la foto di corso Italia la mattina di Pasqua 2021 (foto Paolo Barlettani).

«Milioni di italiani non lavorano, o lavorano a singhiozzo, da oltre un anno, molti hanno dovuto chiudere, alcuni sono falliti, in troppi sopravvivono con l’aiuto dei parenti o consumando i propri risparmi. I nostri concittadini – si sottolinea – provati prima dalla crisi della industria ora dalla crisi dovuta al Covid. Anche nel nostro territorio non esiste una famiglia che non abbia risentito della crisi, direttamente o di riflesso. E parliamo, oltre che dei metalmeccanici, di tutte le partite Iva, dei libero professionisti, di tutto il settore turistico, ristoratori, guide, bar, operatori museali. E pensiamo anche agli alberghi, ai campeggi e villaggi turistici, ai fotografi, a chi organizza eventi, alle agenzie di viaggio, alle palestre, alle piscine, ai lavoratori dello spettacolo, alle discoteche e a tanti altri ancora. Da oltre un anno – si prosegue – viviamo in una città irreale, con negozi chiusi, strade deserte, noia e spesso disperazione. Cosa proponiamo? Di riaprire tutto? Di fingere che il virus non esista? No, il virus purtroppo esiste e continua a circolare, nonostante tutti i sacrifici imposti, e continua ad uccidere. Non sappiamo quando tutto questo finirà».

«Secondo noi – conferma la lista civica – queste misure non sono riuscite a cogliere l’obiettivo, non hanno funzionato e hanno distrutto l’economia del Paese e anche della nostra cittadina. Esiste inoltre il rischio concreto di infiltrazioni della criminalità organizzata nel tessuto produttivo. Commercianti e imprenditori, stesi al tappeto dalla crisi, potrebbero rivolgersi agli usurai o cedere le proprie attività per un tozzo di pane a chi non cerca altro che questo per ripulire denaro sporco. Secondo noi occorre una valutazione puntuale delle singole zone, una riapertura dove è possibile adottando tutte le misure previste, una campagna vaccinale seria, che in Toscana finora non c’è stata. Bisogna tornare a vivere, insomma, con attenzione e con prudenza, ma bisogna tornare a lavorare e a vivere» conclude la lista civica Lavoro & ambiente. –

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