Italia
Rete delle imprese Riag «Più attenzione al territorio»
Monteverdi. Sale la preoccupazione delle imprese dell’indotto operanti nell’area geotermica tradizionale: le risposte più volte sollecitate non arrivano, mentre la pandemia rende ancora più incerte le prospettive del dopo, quando il blocco dei licenziamenti verrà tolto e le aziende dovranno fare i conti con un crollo dei fatturati che la Rete dell’indotto (Riag) stima tra il 30 e il 60 per cento. A rischio 2.500 posti di lavoro.
Uno scenario con conseguenze sul territorio: fuga dai paesi, meno servizi, forte caduta degli indicatori economici. Il panorama a tinte fosche è descritto in una nota dell’assemblea Riag, riunita per rinnovare il consiglio direttivo. L’appello alla politica e alle amministrazioni locali è di un’azione coordinata e unitaria «affinché Regione Toscana e governo centrale si impegnino in modo adeguato per dare al nostro territorio quelle prospettive di sviluppo necessarie a garantire una certa sicurezza occupazionale». Nel 2024 arriveranno a scadenza le concessioni geotermiche. Approssimandosi questo cruciale appuntamento gli investitori industriali, in particolare il principale Enel, hanno prudenzialmente tirato il freno, così le imprese dell’indotto ne subiscono le conseguenze: meno appalti, meno fatturato già da prima della pandemia. Riag chiede a Comuni e Regione che «venga discusso in modo concreto il tema delle concessioni e l’inserimento degli incentivi verso la geotermia. Aspettare la scadenza naturale del 2024 porterà sicuramente a far crollare l’economia del territorio».
L’altro fronte di battaglia che da mesi l’indotto geotermico ha intrapreso è il Consorzio regionale per lo sviluppo della geotermia (Cosvig) attraverso il quale arrivano ai comuni le royalties versate da Enel per la mitigazione ambientale nelle aree di insediamento delle centrali geotermiche. Sono tanti soldi destinati a finanziare, tra l’altro, i progetti dei comuni per opere pubbliche e servizi sociali sul territorio. L’operatività del Cosvig è stata più volte messa in discussione sia dai comuni che dalle imprese, adesso è prossimo il rinnovo del “vertice” (presidente e due vice) espressi dall’assemblea dei soci (comuni e amministrazioni provinciali) e Riag sollecita scelte politiche «all’altezza delle aspettative locali», e auspica che il nuovo consiglio direttivo «possa esprimere un nuovo percorso di dialogo con tutti i settori sociali, imprenditoriali e commerciali della zona» . E prosegue: «È necessario costruire e mantenere il dialogo per l’interesse collettivo e far sì che le royalties possano essere reinvestite sul territorio coinvolgendo l’imprenditoria locale». Secondo Riag la nuova dirigenza dovrebbe avviare la trasformazione di Cosvig in agenzia per lo sviluppo. La conclusione: «Il tempo delle parole è terminato, è tempo di concretezza – affermano da Riag –. Abbiamo più volte evidenziato il valore assoluto mondiale che il nostro sottosuolo ci concede per lo sviluppo economico, e lo vogliamo fortemente difendere e rivendicare come risorsa esclusiva delle aziende e dei residenti dell’area geotermica». Il nuovo consiglio direttivo della rete è formato dal presidente Carlo Giannoni e dai consiglieri Claudio Conti, Davide Biondi, Roberto Galletti, Antonio Campigli, Riccardo Bianchi e Stefano Brunetti. –
Giorgio Piglia
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