Il Tirreno

Confcommercio 

La protesta a Firenze e primo maggio aperti

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PIOMBINO. «Le imprese vogliono riaprire, anche con protocolli stringenti, solo con entrate su appuntamento, con altre condizioni da discutere con il Cts, coi ministeri, con prefetture e Asl. Servono termini precisi, programmazione condivisa».

Esordisce così la presidente provinciale Confcommercio nello spiegare la motivazione per cui l’associazione provinciale sarà con Confcommercio di tutta la regione a protestare sotto la prefettura di Firenze domani.

«Il commercio, il turismo, i servizi alla persona pagano inutilmente ritardi altrui per la campagna di vaccinazione – si ricorda –, e intanto in più di un anno la politica delle zone non ha limitato i contagi. E anche se da oggi buona parte della Toscana sarà di nuovo arancione, le restrizioni agli esercizi di somministrazione alimentare impediscono le normali attività». Dopo la protesta degli ambulanti livornesi, e nello stesso giorno in cui il mondo dei pubblici esercizi si riunisce a Roma, la Confcommercio Toscana ha chiamato delegazioni di tutta la regione a chiedere al prefetto del capoluogo di farsi portavoce delle loro richieste. Ma anche a dire che, se non cambia qualcosa entro il mese di aprile, il primo maggio le imprese del terziario riapriranno anche senza permesso.

«Il sistema economico del terziario di mercato è esasperato e gli imprenditori si sentono trattati ingiustamente» precisa il direttore provinciale Confcommercio Federico Pieragnoli. –

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