Il Tirreno

ambiente e animali 

Nido ideale anche in città: le prime rondini sono già a Piombino

Cecilia Cecchi
Nido ideale anche in città: le prime rondini sono già a Piombino

E Silvia Ghignoli (Wwf): «In agricoltura e nel settore edile, ora ci vuole più tutela»

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PERELLI. Non importa della pandemia o della fredda coda d’inverno né alla primavera né ai primi balestrucci: che, insieme alle rondini, ne salutano l’arrivo sfrecciando in cielo. Pochi uccellini, sorprendenti, da difendere.

«Rondini pure nella riserva naturale regionale – conferma Silvia Ghignoli responsabile Oasi Wwf Padule Orti-Bottagon – ma soprattutto nelle vicine case coloniche. Balestrucci all’interno della centrale Enel anche se con questo prolungamento della zona rossa non è possibile andare a controllare. Siamo in contatto con i tecnici Enel per capire come procedere». Tra l’altro a fine febbraio, sempre all’Oasi sono stati preparati “infangandoli” cento nidi di balestruccio da collocare sui 5 portali costruiti in sostituzione delle strutture all’interno della centrale, prossime allo smantellamento, su cui sono presenti i nidi naturali. Tutto per far sì che i balestrucci che stanno arrivando abbiano la possibilità di visionare i nuovi nidi, pronti per quando non ci saranno più i loro sulle vecchie strutture Enel. «Al momento la colonia di balestrucci presente dentro l’ex centrale – ricorda Ghignoli –, con i suoi 163 nidi, è la più grande del comune». Adesso però sarebbe importante mettere in campo una serie di accorgimenti dedicati alla difesa di queste specie sempre più a rischio. «Abbiamo scritto all’ufficio ambiente all’assessore Simona Cresci – spiega Ghignoli – suggerendo modifiche al regolamento comunale sulla tutela degli animali, prendendo spunto da delibere adottate in altri Comuni d’Italia proprio a tutela di balestrucci, rondini e rondoni».

«Anche perché l’articolo 11, dedicato al divieto di distruzione nidi di fauna selvatica, credo sia da modificare – prosegue –, visto che è molto generico. Chiediamo la possibilità di tutelare rondini, balestrucci e rondoni, in modo più incisivo visto che sono specie protette a livello internazionale e utili predatori di insetti, presenti da marzo a ottobre nel nostro territorio e che subiscono ogni anno una diminuzione dovuta in gran parte agli interventi in materia edilizia che portano alla distruzione dei loro nidi e all’utilizzo di sostanze chimiche in agricoltura e per le disinfestazioni contro le zanzare e simili. Valida l’ordinanza fatta di recente dal Comune di Acireale ma anche il regolamento per la protezione – dice ancora Ghignoli – di queste specie che sta approvando il Comune di Parma. Si va dal divieto a chiunque di danneggiare o distruggere i siti riproduttivi ad indicazioni specifiche per restauri o ristrutturazioni e accorgimenti per il mantenimento di cavità murarie. Più che punizioni esemplari e multe fino a 30mila euro è importante dialogare col settore edile al fine di spiegare come devono essere fatti gli interventi ai tetti e alle facciate delle abitazioni per evitare danni alla riproduzione di questa specie. Bisogna fare progetti di riconoscimento delle specie e sensibilizzazione per le scuole e per la cittadinanza, collocare nidi artificiali nel contesto urbano (scuole, strutture di proprietà comunali), dare un riconoscimento a quei cittadini che scelgono di istallare i nidi artificiali per queste specie. Ad esempio? Un balestruccio in ceramica da attaccare al portone di ingresso con scritto “Questa casa protegge i balestrucci”. Poi interventi dove possibile, di riapertura parziale delle buche pontaie, vera casa ideale». Noi, ospiti e per poco, non possiamo scegliere di fare ancora sempre il peggio per tutti. –

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