Gioco
«Il Parco sta sbagliando su Pianosa Sono troppi 450 visitatori al giorno»
L’associazione per la difesa dell’isola critica l’aumento del contingente: «Questo luogo è fragile»
PIANOSA. No all’aumento dei visitatori giornalieri sull’isola di Pianosa. La decisione del consiglio direttivo, passata con i voti di maggioranza nonostante il voto contrario del consigliere Umberto Mazzantini e l’astensione del consigliere Luca Maria Foresi, sta facendo discutere. E in particolare è l’associazione per la difesa dell’isola di Pianosa a far sentire la propria voce, contestando pubblicamente il prossimo avvio della sperimentazione (vincolato alla realizzazione dei nuovi servizi igienici in seguito a una convenzione già firmata con il Comune di Campo nell’Elba) annunciata dal presidente Giampiero Sammuri.
Il Parco nazionale dell’Arcipelago toscano intende aumentare il numero di persone, che giornalmente possono risiedere sull’isola: da 341, di cui 91 stanziali più 250 giornalieri, a 450, di cui 91 stanziali e 359 giornalieri. Il numero dei locali non comprende i carabinieri, la Capitaneria di porto, i detenuti, le guide e il personale delle cooperative presenti sull'isola. «Pertanto – spiegano dall’associazione – il numero di 450 è destinato ad essere costantemente superato. Per di più il martedì si va in deroga con le altre 200 persone della nave di linea».
Le spiegazioni del Parco circa l’avvio di una sperimentazione con durata di un anno nella quale è previsto l'aumento del numero delle persone non sono ritenute giustificabili dall’associazione «perché – spiega il presidente Giuseppe Mazzei Braschi in una nota – secondo noi, le escursioni e le attività programmate non sono sufficienti a distribuire tutti i turisti nell'arco della giornata, specialmente in questo periodo di pandemia, con il rispetto delle disposizioni anti covid. Di conseguenza, a partire dall’apertura dell’attività turistica, ci sarà un numero sempre maggiore di visitatori che si trasferirà sulla spiaggia, litorale che risulterà totalmente minacciato, specialmente nella zona dove sono presenti le dune con la fioritura spontanea dei gigli e delle rughette di mare».
L’associazione per la difesa dell’isola di Pianosa dà un giudizio molto duro sulla gestione dell’isola piatta. «Un’isola di una grandissima fragilità, completamente antropizzata e ormai abbandonata, o quasi, da venticinque anni – attacca Mazzei Braschi – Le manutenzioni sono per lo più inesistenti e non solo per quanto riguarda le case o i tanti muri a secco, ma anche per l’approvvigionamento idrico: pochissimi pozzi ancora in funzione e a rischio crolli, il sistema fognario assente; l’approvvigionamento elettrico da molti anni è giudicato a pericolo di interruzione per le cattive condizioni dell’unico cavo che collega Pianosa all’Elba. Il Comune, in accordo con il Parco, ha deciso di costruire dei bagni pubblici, e questa è una buona notizia. Quello che ci chiediamo è se l'apertura a più turisti porterà benefici all’isola, o se aumenterà solamente l'introito dei ticket di accesso».
L’associazione pianosina vuole che l'isola sia accessibile a tutti, «ma vorremmo anche vedere diminuire le transenne che delimitano l'accesso al porto per la caduta di calcinacci dalle abitazioni – dicono – ormai lasciate all'incuria del tempo; vorremmo condividere con i turisti, ad esempio, la storia del Forte Teglia, costruzione che sovrasta l'ingresso del porto, una volta a difesa dell'isola, ma ora immagine di abbandono; vorremmo rivolgerci a tutti, ma nel rispetto della terra chi ci accoglie, già fragile, in precario equilibrio. Come vogliamo che sia il futuro di Pianosa? C’è l’intenzione in una qualunque maniera di farla rivivere, oppure vogliamo continuare a trattarla come la gallina dalle uova d’oro? Pianosa ha bisogno di investimenti non di speculazioni. Altrimenti è solo sfruttamento». —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
