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Ex Tenuta di Rimigliano Legambiente e Libera «Stop al piano attuativo»

Ex Tenuta di Rimigliano Legambiente e Libera «Stop al piano attuativo»

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san vincenzo. Chiedono di fermare il piano attuativo della ex Tenuta di Rimigliano i circoli Legambiente Val di Cornia e Costa Etrusca insieme al Presidio di Libera “Rossella Casini” di San Vincenzo e Castagneto Carducci. A firma congiunta hanno consegnato al Comune di San Vincenzo l’istanza di opposizione e osservazione al piano attuativo.

La contestazione muove dalla scala di valutazione. Le associazioni evidenziano una «approssimativa» valutazione di coerenza con il Piano paesistico regionale (Pit). «Proprio la valenza culturale e ambientale e paesaggistica della ex Tenuta di Rimigliano, si ritiene che debba essere oggetto di una approfondita analisi, prendendo a riferimento un territorio più vasto e ampio proprio per le sue molteplici peculiarità e valenze naturalistiche e paesaggistiche. Per questo motivo il Piano non può essere oggettivamente valutato alla sola scala comunale come invece è stato fatto».

L’altra questione si rifà alla valenza culturale. «Rappresenta l’ultimo esempio di paesaggio agricolo maremmano con casolari, pinete, spazi umidi residuali di bonifica, piane coltivate a grano, fossati, boschi e cespugliati. Comprese le strade a doppio filare di pini. Uno scorcio di maremma che possiamo considerare autentico e di valore culturale unico che si unisce alla fascia costiera costituita da dune e pineta». E per questi connotati è «una porzione di territorio da proteggere e tutelare, per il quale il suo sviluppo deve delinearsi in una cornice armonica tra esigenze agricole, turistiche, e tutela naturale e del paesaggio».

Le associazioni non hanno dubbi. «Il Piano attuativo proposto scardina questo assetto, proponendo un modello dove l’agricoltura non ha più alcuna valenza e dove gli immobili recuperati a destinazione turistico ricettiva, presentano grandi ampliamenti di superficie, di ben 5 volte al podere delle Chiusacce la cui destinazione è quella di albergo, e modifica delle aree pertinenziali, che nulla hanno a che vedere con gli elementi oggetto di tutela e come richiesto nella Variante urbanistica».

La proposta, considerato che tutti e cinque i comuni della Val di Cornia sono in fase di redazione dei piani strutturali coordinati, è di «effettuare una analisi urbanistica e ambientale più vasta, collocando la tenuta di Rimigliano in una più ampia considerazione e progettazione». In pratica, per Legambiente e il Presidio Libera «il piano attuativo può determinare un elemento di contrasto per una pianificazione d’area e compromettere definitivamente un patrimonio unico».

Legambiente e Libera chiedono uno stop al piano attuativo dell’ex Tenuta di Rimigliano e «una riflessione generale sulla pianificazione complessiva del territorio del Comune di San Vincenzo, capace di dare un senso reale alle parole di sostenibilità, riduzione del consumo di suolo e riconversione ecologica di una economia del tutto basata sulla riduzione del capitale naturale e della valorizzazione della rendita». –

© RIPRODUZIONE RISERVATA



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