Il Tirreno

Ma alle superiori si studia solo a casa col rebus maturità

F.L.

La speranza è che si torni in zona arancione per riaprire almeno al 50 per cento 

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scuola a distanza

Se gli alunni dalle elementari alla prima media sono in classe anche in zona rossa, per le superiori è tutta un’altra storia, con i ragazzi ancora dietro al monitor del pc per le lezioni a distanza. Restano in presenza solo alcuni laboratori ed è consentito l’ingresso a scuola per i ragazzi con disabilità. La speranza per tutti è di tornare in zona arancione dove Dad e presenza si spartirebbero equamente l’attività. Il tutto in vista di un esame di maturità che cambierà poco rispetto a quello dell’anno scorso.

«Gli studenti sono tutti in Dad, ad eccezione di un piccolo gruppo di alunni con disabilità – spiega Sabrina Zottola, dirigente dell’istituto Carducci-Volta-Pacinotti – Dalla prossima settimana vorremo far ripartire i laboratori. Che dire, ci ritroviamo quasi come l’anno scorso e sono abbastanza demoralizzata. Sono previste anche alcune riunioni che a distanza sono difficili da realizzare. Speriamo di tirare ancora per aprile e, da maggio, avere più respiro. Ci saranno infatti gli scrutini, gli esami preliminari; speriamo che la situazione migliori. L’esame di maturità sarà quasi uguale al precedente, cambia solo l’elaborato e il colloquio verterà anche sull’educazione civica introdotta quest’anno. E poi c’è la novità del curriculum dello studente».

«Dad per tutti al momento, con le indicazioni presenti già prima di Pasqua, confermate poi sia dall’ufficio regionale che dal ministero – le parole del dirigente dell’Einaudi Ceccherelli, Carlo Maccanti – Teniamo aperti per ora solo i laboratori essenziali e consentiamo la presenza agli alunni con disabilità. Alla scuola è stato chiesto molto e ci siamo adeguati, ma vedo purtroppo un senso di responsabilità a macchia di leopardo. Ad esempio nei giorni di Pasqua è valso un po’ il fare quel che si voleva. Vediamo come evolveranno i contagi. Non credo, però, che la logica a elastico funzioni un granché. L’esame di maturità simile a quello del 2020? Beh, l’anno scorso furono ammessi tutti. Stavolta sembra tiri un’aria diversa almeno su questo».

«Anche noi siamo tutti in didattica a distanza, tranne i laboratori artistici e i ragazzi con bisogni educativi speciali che cerchiamo di non lasciare mai soli a scuola – dice Edi Torresi, dirigente dell’istituto privato Alma Mater – Stessa cosa per il linguistico dove li facciamo venire insieme a qualche compagno. Proviamo, insomma, a gestire al meglio le possibilità. È complicato, inutile negarlo. Per i ragazzi di quinta che, ovviamente, hanno l’esame, sono preoccupati e avrebbero bisogno di un continuo contatto con gli insegnanti, ma anche per tutti gli altri. Comprese le classi intermedie, spesso più sacrificate, proprio perché si pensa maggiormente alle prime e alle ultime classi. Gli studenti cominciano a essere stanchi e demotivati, vanno in crisi e hanno bisogno di conforto e rassicurazioni. E i professori hanno paura di non riuscire a fare tutto il possibile per loro. Speriamo nel mese di maggio e in un fine anno tranquillo».

F.L.

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di Redazione web