Il Tirreno

Esa dichiara guerra alle discariche abusive sui sentieri

Esa dichiara guerra alle discariche abusive sui sentieri

Al lavoro per pianificare la rimozione dei rifiuti mappati dai volontari 

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PORTOFERRAIO. Prende la forma di un vero è proprio progetto la missione di Esa, tesa ad eliminare le decine e decine di discariche abusive esistenti nei 224 chilometri quadrati dell'Isola d'Elba. Sono state censite di recente e sono visibili, registrandosi, sul sito https://www.alltrails.com/.

Il presidente Livio Giannotti ha preso contatti con la Gat, la Gestione associata del turismo dell'isola, chiamata a finanziare gli interventi che elimineranno le tonnellate di rifiuti abbandonati nella macchia mediterranea. In concreto in questo momento ne sono state individuate, di discariche illecite oltre 100, scoperte anche dal Cai, il Club Alpino Italiano sottosezione di Livorno, che agisce sull'isola da alcuni anni. L'associazione si è adoparata assieme al Parco, ai Comuni, nonché con le altre associazioni ambientaliste impegnate sullo stesso settore, tra cui Italia Nostra e Legambiente.

Quindi è stata creata una mappatura consultabile on-line. «Questa importante attività di localizzazione, identificazione della tipologia di rifiuto presente sull'isola – informa Giannotti – e la successiva rimozione dei rifiuti abbandonati lungo i sentieri o scaraventati in numerose scarpate costiere, è nata su iniziativa delle numerose associazioni tra cui il Cai, ma anche federazione dei cacciatori, Legambiente, Italia Nostra che dopo un primo intervento coordinato dal Comune di Portoferraio, con il supporto di Esa SpA, sta prendendo la conformazione di un vero e proprio progetto che impegnerà tutti i Comuni elbani attraverso uno specifico finanziamento della Gat. È previsto che il nostro ente metterà a disposizione la risorsa necessaria per coordinare le attività, istruire i volontari circa le modalità di recupero dei rifiuti a seconda della loro classificazione, organizzarne il ritiro e l’avvio al corretto smaltimento o recupero. Una collaborazione tra tutti i soggetti cui sta a cuore il rispetto dell’ambiente, importante in sé ma ancor più sul nostro territorio in quanto elemento strategico anche per la qualificazione dell’offerta turistica».

Abbiamo sentito anche Michele Cervellino, vice presidente del Cai che conferma: «La nostra azione prosegue insieme alle altre associazioni, e sono in programmazione ulteriori incontri con Esa e altri enti, per mettere a fuoco esattamente ogni modalità di intervento».

Quindi, concludendo, a stretto giro sarà resa nota una data che emergerà dalla programmare in atto, per avviare il prelievo di vari tipi di materiali presenti nella natura, in quanto ci sono carcasse di auto, elettrodomestici, molti residui di lavorazioni edilizie, vetri e purtroppo anche eternit, il materiale proibito da anni per legge. Oltre a definire i tempi, come ha accentato il presidente di Esa, ci saranno da gestire dei corsi preparatori, perché l'azione concreta di prelievo dovrà prevedere l'impegno di volontari, i quali devono essere ben preparati a fare tale azione di tutela ambientale, nel migliore dei modi e in piena sicurezza, in questi tempi di pandemia. —

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