Sicurezza
Alunni tutti in classe appassionatamente
Per i bambini delle elementari difficile la didattica a distanza E alle medie c’è la speranza di rivedere dal 21 anche le terze
Francesca Lenzi
PIOMBINO. Zona rossa e tutti a casa. Non proprio tutti, a dire il vero. La scuola, ad esempio, si divide e se le superiori si affidano alla didattica a distanza, i più piccoli, dopo la pausa pasquale, tornano in classe.
Il nuovo decreto prevede, infatti, le lezioni in presenza per tutti gli alunni delle scuole elementari e della prima media anche nelle zone rosse. Fino alla terza media in quelle arancioni. «Siamo tutti in presenza e molto contenti di essere tornati a scuola – afferma Barbara Bernardini, dirigente del 1° circolo didattico Dante Alighieri – In realtà le scuole del primo ciclo fortunatamente sono sempre state in presenza ed è un aspetto fondamentale. Fra l’altro i più piccoli sono assolutamente rispettosi delle regole e dei protocolli sanitari, e hanno un forte senso di responsabilità. Lo scopo principale della scuola è poi la socializzazione. L’acquisizione di contenuti si può avere anche a distanza, l’apprendimento no. E, comunque, la scuola non è un problema sul fronte dei contagi e, speriamo, in ogni caso, di uscirne pian piano tutti».
«Abbiamo avuto solo tre giorni di chiusura dal 29 al 31 marzo, nei quali abbiamo organizzato dei piccoli gruppi per l’inclusione per i bambini con Bes (Bisogni educativi speciali ndr) e poi siamo tornati tutti in classe – spiega Francesca Velardi, dirigente del 2° circolo didattico ai Diaccioni – Tutto bene per ora, anche se c’è il rammarico di non poter svolgere i progetti. Quando alla didattica in presenza, per i bimbi dell’infanzia e della primaria è un aspetto fondamentale. Abbiamo visto che in Dad solo i ragazzini della quarta e della quinta riuscivano a seguire, per gli altri, anche a fronte del massimo impegno delle maestre, è essenziale il contatto».
«Noi siamo tornati in classe con le prime medie e con i ragazzi con Bes, attivando per ogni classe nella quale c’è un alunno con bisogni speciali un piccolo gruppo eterogeneo, affinché venga garantita l’inclusione – spiega Letizia Braschi, dirigente della scuola secondaria di 1° grado Andrea Guardi – Parliamo di gruppi di massimo otto studenti, a rotazione, su base volontaria. In realtà l’adesione è stata altissima e quasi tutte le famiglie hanno chiesto di partecipare; è un modo per non perdere il contatto con gli insegnanti. Siamo felici di essere stati in presenza praticamente tutto l’anno, salvo le tre settimane della zona rossa fra novembre e dicembre. E siamo andati abbastanza regolarmente fino alla doccia fredda di due venerdì fa, quando siamo passati dalla zona arancione a quella rossa. Speriamo di poter rientrare tutti dal 21 aprile. Anche perché non abbiamo avuto nessuna esperienza di focolai nelle classi. Certo – prosegue Braschi – ci sono stati casi di positività per alunni e docenti, ma parliamo di contagi extrascolastici, in ambiti familiari o sportivi. Per questo sono abbastanza serena sul ritorno in aula. Sarebbe importante, soprattutto per le terze, ma in generale per tutti. Vero è che quest’anno la Dad ha funzionato meglio e anche le famiglie hanno imparato, mentre noi come scuola abbiamo consegnato in comodato d’uso 110 dispositivi, fra tablet e computer. Insomma, il meccanismo si è rodato, ma non c’è nulla come lo stare a scuola. Il disagio emotivo è cresciuto tanto nei ragazzi. Noi abbiamo sempre avuto lo sportello psicologico, ma in questi mesi sono emerse necessità ancora maggiori legate alla pandemia». —
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