Sicurezza
«Sicurezza attiva con un’auto per la videosorveglianza mobile»
campiglia. Il coordinamento di Campiglia Marittima di Italia Viva lancia la proposta sulla sicurezza attiva. «È dovere della pubblica amministrazione fare quanto possibile per ridurre gli stati di insicurezza e favorire la serenità e la tranquillità dei cittadini. Molte iniziative sono già state prese e le forze di polizia, nella nostra zona, svolgono un servizio encomiabile ma dobbiamo considerare che le nuove applicazioni dei sistemi telematici ci consentono di aumentare la sicurezza e favorire l’opera di indagine e di repressione che rimane esclusivamente compito delle forze dell’ordine. La stessa Regione sta pensando ad interventi di tutela attiva e, da nostri colloqui con operatori del settore, riteniamo di poter proporre un nuovo sevizio di videosorveglianza mobile nelle ore notturne». Si tratta di un sistema molto semplice e a basso costo che prevede la presenza, sulle strade, di un’auto civetta, georeferenziata e dotata di telecamera con visione notturna che registri le immagini captate casualmente. «Ovviamente il percorso dovrebbe essere sempre casuale e diverso e l’operatore non dovrà eseguire nessun intervento e quindi non occorre che sia un agente di polizia, ma deve solo condurre l’auto su strade scelte casualmente. Al massimo, in caso di reato in atto in atto potrà chiedere telefonicamente l’intervento delle forze dell’ordine. È quindi un servizio che si può appaltare a privati o far svolgere da operatori convenzionati. Non richiede né armi né specifica preparazione, ma solo una patente di guida. La traccia digitale delle riprese verrebbe immediatamente criptata ed inviata direttamente dall’auto-civetta – prosegue Italia Viva – ad un cloud esterno (nuvola) e qui conservata in versione digitale, congiuntamente al percorso e all’orario dell’auto stessa».
Nessuna immagine dovrebbe quindi essere mai visibile a chicchessia, nel rispetto delle norme sulla privacy. «La decriptazione e la vista in chiaro delle immagini sarà possibile solo su decisione di un magistrato che potrà autorizzarne la visione alle autorità di pubblica sicurezza in caso di indagini giudiziarie, come accade già ora per le intercettazioni telefoniche. Sarà quindi unicamente nelle mani del Magistrato e delle autorità inquirenti decidere quali e quanti file decriptatare ed analizzare per controllare se possono essere utili ad individuare l’autore di un reato. Insomma un ulteriore elemento di supporto e di aiuto alla giustizia».
«Il servizio – sostiene Italia Viva – funzionerebbe quindi sia da deterrente, perché aumenterebbe il rischio per i male intenzionati che, eventualmente, da prova giudiziaria. Uno strumento in più contro i reati di spaccio, i furti, le rapine ed i vandalismi senza minimamente mettere a rischio la riservatezza ed la privacy delle persone oneste».
«Sappiamo bene che in molti casi le autorità di pubblica sicurezza hanno forti sospetti per i reati commessi, ma spesso mancano di prove. La proposta può metterli in condizione di verificare chi ha frequentato i luoghi di un reato in coincidenza con i fatti in indagine oppure verificare la presenza di auto sospette». —
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