Il Tirreno

sulla strada provinciale 25 

«Rete paramassi a Campo Lo Feno, l’intervento è fondamentale»

Stefano Bramanti
«Rete paramassi a Campo Lo Feno, l’intervento è fondamentale»

Tanelli condivide l’invito alla prudenza della Provincia ma si rammarica per i tempi lunghi della burocrazia

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Stefano Bramanti

POMONTE. Sulla frana di Campo Lo Feno non poteva non intervenire Giuseppe Tanelli, noto geologo elbano d’adozione, docente all’Università di Firenze nel Dipartimento di Scienze della terra e a suo tempo, nel 1997, primo presidente del Parco nazionale dell’Arcipelago toscano. Tanelli, che risiede per gran parte dell’anno a Pomonte, concorda sull’esigenza di non riattivare la circolazione stradale nella provinciale 25 colpita dalla frana del 15 novembre 2020.

Di recente il responsabile del progetto della Provincia livornese, ingegner Massimo Canigiani, aveva fatto presente che è stato concesso il solo passaggio veicolare allo scuolabus e ai mezzi di soccorso, nel punto critico della strada provinciale 25, dove è avvenuta la grossa frana mesi fa. «Solo la posa della rete paramassi, alta sette metri, che dovrebbe essere pronta a inizio estate, si realizzerà la massima protezione per la riduzione del rischio in termini accettabili».

«Sono d’accordo – ha commentato Tanelli – la strada non può essere riaperta neanche a senso unico, fintanto che non sono state piazzate le reti paramassi in grado di rendere il tratto percorribile in sicurezza. Allo stesso tempo capisco e condivido il profondo disagio che c’è per le persone che vivono da quelle parti, le quali lamentano il lungo il percorso che si prospetta per tornare alla normalità. E so del grande impegno profuso dal sindaco Simone Barbi di Marciana e anche della presidente della provincia della Marida Bessi, per accelerare i procedimenti. In urgenza è stata fatta l’assegnazione dei primi lavori alla ditta Nanni Elba, ma poi ci sono i bandi d’appalto da eseguire, a quanto leggo, da lanciare in maggio e pertanto si desume che si allunghi ancora il periodo necessario a veder risolta la questione e i disagi continueranno. Tutto il problema sta nella nostra povera Italia imbrigliata dalla burocrazia, che quasi sempre allunga i tempi per risolvere le questioni. Sono passati sei mesi dal crollo e ancora non siamo ancora in grado di riaprire la strada. L’ingegnere ha fatto presente i tempi tecnici per mettere la rete paramassi e quindi non ci sono le condizioni per far riaprire la circolazione. Non è colpa di nessuno in concreto, se non, ripeto, della burocrazia italiana. Servono leggi innovative in grado di accelerare tutti gli adempimenti in questi casi. E come geologo – ha concluso l’esperto – devo dire che vista la situazione di Campo Lo Feno, vista la situazione di dissesto geologico, con le caratteristiche giaci turali, quelle litologiche e di fratturazione delle rocce, è indispensabile arrivare a mettere la rete paramassi, un intervento necessario come è già stato fatto nel passato nella zona di Punta Nera e dell’Infernaccio. Non si può fare diversamente per raggiungere la sicurezza necessaria alla tutela delle persone». –

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