Gioco
Domani in regalo la foto della Rocca di Campiglia dopo il lungo restauro e l’apertura al pubblico
Prosegue l’iniziativa del Tirreno: oggi col giornale il Parco di Populonia A seguire l’antico castello (2008) che domina la Val di Cornia
Il sette luglio del 2008 viene inaugurata la “nuova” Rocca di Campiglia Marittima, dopo un massiccio restauro cominciano nel 2005. Il giorno dell’apertura è quello immortalato nella fotografia di Paolo Barlettani in regalo domani con Il Tirreno, e rappresenta un punto di svolta per il turismo, che accoglierà un numero ancora maggiore di visitatori. Il fascino della Rocca, gestito dalla società Parchi Val di Cornia, si arricchì con il restauro che fu effettuato sotto la direzione dell’architetto Paolo Danti, direttore dei lavori di restauro. dell’archeologa Giovanna Bianchi e di Giuseppe Bartolini dell’Università di Siena. Una parte molto importante negli scavi e nei restauri lo aveva avuto il professor Riccardo Francovich, deceduto tragicamente l’anno precedente.
Il Castello, un tempo di proprietà dei conti Della Gherardesca, quel giorno fu riaperto al pubblico in una veste sicuramente più attraente, con le mura consolidate, nuovi camminamenti, la creazione di un centro di documentazione all’interno dell’ex Acquedotto, un percorso museale all’interno delle mura con pannelli e illustrazioni grafiche che illustrano la storia e la struttura del borgo. I lavori furono effettuati utilizzando materiali come il legno, l’acciaio e il vetro che consentono di leggere le architetture originali. In tutto ciò, vera suggestione della Rocca, la terrazza panoramica che alò visitatore da allora offre un panorama mozzafiato fino alla Corsica, oltre a tutta l’area archeologica.E i visitatori non si fecero attendere. Dopo la cerimonia di inaugurazione alla presenza del presidente della Regione di allora, Claudio Martini, e del sindaco onorevole Silvia Velo, oltre agli studiosi che avevano contribuito alla valorizzazione della Rocca, avvenne l’attesa apertura che richiamò una folla di visitatori della zona e da tutta Italia.
Il restauro fu completato in un periodo di difficile convivenza tra le cave e il parco archeologico, problema pian piano superato, e costò all’epoca 2 milioni e 200mila euro, di cui 730mila con fondi del Comune di Campiglia, e 1.460.000 euro con fondi statali e comunitari. Il restauro - come fu evidenziato dai protagonisti di quel lavoro bellissimo e impegnativo - fu un punto di arrivo di importanza fondamentale per costruire un percorso per i non addetti ai lavori che potevano capire, attraverso i reperti, la storia del sito che stavano visitando. —
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