Il Tirreno

la scuola inclusiva  

Benvenuti al “Caffè Brignetti”, il bar che non ammette barriere

Lu.Ce.
Benvenuti al “Caffè Brignetti”, il bar che non ammette barriere

All’Isis di Concia di Terra sono i ragazzi con disabilità a preparare le colazioni al personale dell’istituto 

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PORTOFERRAIO. La schiuma del cappuccino è perfetta. Francesco non sbaglia un colpo, è concentrato e ogni giorno che passa migliora la tecnica degna di un barman provetto. Gli resta solo da coprire le tazzine con la carta stagnola e iniziare il giro nell’aula insegnanti e nei locali della segreteria per le consegne. Alberto e Tommaso lo stanno aspettando con il vassoio in mano e un taccuino nel quale hanno appuntato scrupolosamente gli ordini. Fermano il prof e vanno a colpo sicuro: «Per lei un decaffeinato».

Sembra una mattinata di lavoro in un bar della città e invece siamo nei corridoi di una scuola. Nello specifico all’istituto professionale di Concia di Terra, dove il “Caffé Brignetti”, ormai da tre anni, è diventato un’istituzione.

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Quello che è nato come un progetto di inclusione nel quale sono coinvolti alcuni studenti con disabilità che frequentano le classi dell’istituto, si è trasformato rapidamente in un servizio a disposizione della scuola, apprezzato dal personale amministrativo e dai docenti. Non solo. Dietro il bancone del bar dell’istituto, gli alunni sono coinvolti e danno il meglio di loro. Insomma, i ragazzi “baristi” stanno dimostrando sul campo di possedere delle qualità spendibili in futuro, se inseriti in un contesto adeguato. Un esempio? In tre anni Francesco Guglielmi, 17 anni, alunno della 3ª Eno, è migliorato tantissimo, soprattutto alla macchina del caffè: ormai non c’è differenza tra un macchiato preparato da lui rispetto a quello che siamo abituati a gustare in un bar di una città. Tommaso Anella ha diciotto anni e frequenta la 5ªSav: in questi anni ha acquisito grande esperienza in sala ed è diventato un cameriere preparato. Alberto Pieruzzi è un alunno di 17 anni della 2 ªEno: per lui stare in mezzo alla confusione non è semplice, ma partecipando al progetto sta imparando a relazionarsi con persone di tutte le età. Sono loro a formare la squadra del Caffè Brignetti che nei precedenti anni ha visto la partecipazione di diversi alunni della scuola. Quest’anno, con le restrizioni per il Covid, l’attività è stata necessariamente ridimensionata, con un team numericamente inferiore rispetto al passato. Ma, viste le difficoltà, è stato un successo tenere in piedi il servizio. E il personale della scuola ha apprezzato, potendo gustare colazioni di qualità prodotte dai ragazzi. Già dal prossimo anno si spera che si creino le condizioni per poter ampliare il progetto e tornare a marciare a pieno regime, ampliando il ventaglio dei servizi e coinvolgendo un numero maggiore di alunni.

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Una squadra perfetta

Il Caffè Brignetti è gestito dai ragazzi che ormai hanno acquisito una buona autonomia nelle operazioni di produzione e consegna delle colazioni.

Gli stessi alunni sono seguiti e coordinati dai docenti di sostegno in forza all’istituto Francesca Dinetti (referente del progetto), Lillo Maurizio Bracco, Roberta Di Biase, Angela Provenzali, Simonetta Parrini, Liborio Stuto e Agnese Tani, dalle educatrici Paola Rossi e Loredana Pugliese, dai tecnici di sala e cucina Claudio Marzano e Vincenzo Carlucci e dai docenti di sala Sara Cappellini e Salvatore Stuto. I dolci per le colazioni sono creati dai ragazzi con l’aiuto dei prof di cucina Michele Nardi, Gennaro Bellomo e Gianfranco Pirillo. Una macchina organizzata alla perfezione con il coordinamento del preside Enzo Giorgio Fazio e della dirigente amministrativa Carla Baleni.

Tutto questo impegno per un piccolo progetto che tuttavia getta le basi per pensare a un futuro dei ragazzi anche fuori dall’esperienza scolastica. —

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