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Villetta di Monterufoli, il futuro dell’ex stazione è l’agriturismo
Monteverdi. Immersa in una tenuta di oltre mille ettari di natura incontaminata, la Villetta di Monterufoli sta per inaugurare la sua terza vita: tutto il piano terra della ex stazione mineraria è stato ristrutturato, nuovo il salone ristorante, nuova la reception che diventerà anche vetrina dei vini prodotti nella tenuta, altri spazi razionalizzati creando una sala-corsi da 30 posti e migliorando l’area servizi e personale; oltre al riscaldamento a pavimento e al rifacimento del tetto. In un futuro molto prossimo, forse fra pochi mesi, toccherà al primo piano: 10 camere e una suite. Non si va molto lontano dal vero pensando a un investimento superiore al milione di euro.
Investimento del quale si fa carico la proprietà Tenute del Cerro, il ramo di Unipol che ha inglobato nel 2014 ciò che aveva costruito qui dal 1985 Sai-Agricola della famiglia Ligresti. Oggi Villetta di Monterufoli è un agriturismo di eccellenza, clientela internazionale spesso prevalente su quella italiana, un’offerta di ospitalità articolata in tre strutture: la ex stazione chiamata Miniera (ristorante e camere), la Casa Guardie e le Scuderie (appartamenti con cucina), la piscina, vari servizi di supporto tra cui il noleggio di mountain bike elettriche per esplorare, lungo strade bianche e sentieri natura all’interno della tenuta e le confinanti riserve naturali di Monterufoli e di Caselli.
«Da quest’anno – dice l’agronomo Gabriele Macelloni, da 26 anni cuore e impegno nella tenuta – l’azienda agricola attorno all’agriturismo è biologica certificata». Si producono vini, un Vermentino IGT molto caratteristico su dieci ettari di vigneto, e un Poggio Miniera Dogc rosso Val di Cornia su due ettari e mezzo, entrambi entrati a pieno titolo nella costellazione dei vini di Tenute del Cerro (fattorie a Montalcino, a Montepulciano e in altre zone della Toscana).
I vigneti di Villetta sono stati i primi messi a dimora nel territorio di Monteverdi, poi hanno preso la strada della viticoltura la storica Tenuta di Canneto, la Sette cieli affacciata su Bolgheri, la Radice di passione artigianale, al punto che oggi a buon diritto Monteverdi con Canneto si fregia del titolo di terra da vino, e valorizza il territorio, assicura lavoro alla manodopera locale, attira nuovi investimenti, come rivelano recenti acquisizioni di terreni.
Torniamo a Villetta, che è il nome della ex casa di caccia dei Della Gherardesca, una costruzione all’interno della tenuta, oggi privata. Il cuore dell’agriturismo è un’ex stazione mineraria: la sua prima vita cominciò nel 1872, quando venne inaugurata come terminale di partenza dei vagoni della lignite estratta a monte, e da lì portata a Casino di Terra lungo 15 chilometri di ferrovia costruita ad hoc, per poi proseguire via Cecina-porto di Livorno. Finita in questo territorio l’epopea delle miniere - calcedonio fin dal 1500, magnesite, lignite -, l’ex stazione intraprende la sua seconda vita il 9 agosto 2000: una radicale ristrutturazione l’ha trasformata in agriturismo di qualità, un hotel nella natura, immerso nella grande tenuta, che essendo solo lambita dall’unica strada provinciale di collegamento è una sorta di enclave protetta da boschi, dove ritmi agresti, silenzi e tranquillità assicurano soggiorni di tutto riposo, meditazione, benessere. La terza vita della Villetta di Monterufoli va a cominciare. Covid permettendo. —
Giorgio Piglia
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