Gioco
Torri e fortezze sotto la lente per dare forza al turismo culturale
Coinvolte dalla fondazione Aglaia anche Elba e Maremma 40mila euro dal Comune di Piombino, capofila del progetto
Francesca Lenzi
PIOMBINO. Tre ambiti turistici, due province, svariati Comuni interessati, un filo rosso che li attraversa. È l’obiettivo del progetto di ricerca, valorizzazione e promozione “Il sistema difensivo degli Appiani”, fatto di castelli, rocche, fortezze e torri costruiti per il controllo dei mari e delle terre del principato. Capofila del progetto è il Comune di Piombino che ha stipulato una convenzione di tre anni con la fondazione Aglaia, nata negli ultimi mesi come trasformazione in continuità con l’associazione Past in Progress che già aveva in gestione l’area di Poggio del Mulino. La fondazione ha quindi affidato la direzione scientifica del progetto all’archeologa Carolina Megale e allo storico Marco Paperini.
I Comuni e le istituzioni partecipanti sono a oggi, oltre a Piombino: Scarlino, Follonica, Castiglione della Pescaia, Campo nell’Elba, Marciana, Marciana Marina, Portoferraio e Rio oltre al Parco archeologico tecnologico delle Colline metallifere grossetane. «Dopo la prima riunione fra tutti i Comuni dove ho presentato il progetto, ho mandato una mail con le indicazioni – afferma l’assessore piombinese, Giuliano Parodi – Tutti le amministrazioni sono rimaste entusiaste e hanno accettato di partecipare. Tutte meno Suvereto. Ha risposto che per ora non aderisce, riservandosi di fare approfondimenti».
Sia nella delibera di giunta che nella convenzione con Aglaia, il Comune di Piombino ha previsto una spesa complessiva per la realizzazione del progetto di 56.500 euro, di cui 40mila coperti dall’amministrazione piombinese, come rimborso delle spese sostenute dalla fondazione. «Non si tratta di un contributo – spiega Megale – I 40mila euro sono a rendicontazione e ogni voce verrà giustificata dietro fattura. Per noi questo passaggio è un bel salto in avanti, prima di tutto sul piano della credibilità. Tornando ai costi, i 16.500 euro che restano scoperti nella previsione di spesa saranno compensati da altri soggetti che potranno essere gli stessi Comuni aderenti come gli sponsor. Un primo piccolo contributo l’abbiamo già avuto dal consiglio regionale per il capodanno della Toscana».
Le azioni per il progetto del sistema difensivo degli Appiani sono già iniziate e si prevede la conclusione di ogni passaggio entro la fine del 2022. Quello della conoscenza, già avviato, considera la ricerca, la ricognizione e il monitoraggio dei monumenti. «Prendiamo ad esempio la torre degli Appiani di Marciana Marina – spiega Megale – È nostro compito capire di chi sia, lo stato di conservazione, se è soggetto a vincoli, se è visitabile o no. Ecco, dobbiamo in pratica farne l’identikit. È una prima fase nella quale togliere gli orpelli del sentito dire per andare alla ricostruzione storica del monumento. Perché, senza la conoscenza, non può esistere la narrazione».
Ancora, il progetto prevede, nel piano della comunicazione, la progettazione di un logo e la creazione di un’app, dal nome evocativo APP-IANI che avrà il compito di raccogliere ogni informazione storica e culturale, oltre a rappresentare lo strumento per cittadini e turisti nella fruizione del territorio. «L’obiettivo è creare un’app che fornisca al viaggiatore le informazioni di cui ha bisogno – dice Megale – La forza del nostro progetto è la base identitaria storica. In Italia spesso si fanno le cose a tavolino. Come facciamo noi, invece, ci permette di toccare altri ambiti e amplificare il progetto. Fra le idee che abbiamo ci sono anche percorsi bike e turismo on the road».
Nel programma ci sono pure una cartina generale con i monumenti e le informazioni per la visita, pannelli in prossimità di ogni monumento, disegni ricostruttivi e audio-tour. «Parliamo di audio guide gratuite dove si caricano direttamente i contenuti – spiega l’archeologa – oltre tutto covid-free perché collegate al proprio dispositivo». Via libera anche al merchandising e alla pubblicazione, nell’ultima fase del progetto, di brochure, guida e pubblicazione scientifica. «Teniamo moltissimo, infine, alla formazione rivolta agli operatori del turismo, e non solo – sostiene Megale – Non possiamo più permetterci, ad esempio, di avere negli alberghi personale che non conosce i luoghi, la storia e la cultura del territorio. È il nostro primo biglietto da visita. Non è fare la lezioncina, ma aiutare la gente, cittadini compresi, ad acquisire consapevolezza».
«Ho voluto fortemente questo progetto perché ritengo sia importante raccontare una parte di storia poco raccontata come quella degli Appiani, una famiglia che per storia e curiosità può essere paragonata ai Medici – le parole dell’assessore Parodi – È un’occasione reale per trasformare un’idea culturale in un prodotto turistico. E poi sono contentissimo che si possa collaborare con l’Elba. Questo progetto dovrebbe concludersi nella sua attuazione a fine 2022 ma la cosa bella è che, quando finirà la parte progettuale, in realtà prenderà il via la commercializzazione del prodotto e il suo relativo sviluppo. È un sistema a scatole cinesi che può solo portare del bene». –
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