Toscana
Burocrazia, frammentazione e Covid: ecco i nemici delle imprese artigiane
Tempi duri per le 1.043 aziende elbane iscritte alla Cna: «Ogni anno il numero si va assottigliando, le difficoltà sono molte»
PORTOFERRAIO. Mondo dell'artigianato isolano è da scoprire e rilanciare. E la posta in gioco è alta, visto che all’Elba sono ben 1043 le imprese artigiane registrate e affiliate alla Cna, Confederazione nazionale artigiani, settore che affonda le sue radici storiche nell’artigianato dei tempi remoti a partire dagli Etruschi, con l'estrazione e la lavorazione del ferro, passando poi dall'epoca romana con estrazione e lavorazione del granito.
«All’isola – afferma Claudio Pinna, coordinatore della Cna per l’Elba – sono presenti ancora artigiani che hanno portato avanti le antiche tradizioni ed altre connesse alla lavorazione della ceramica, dei gioielli fatti con i minerali o col legno: in tutto purtroppo se ne contano attive soltanto 18 imprese. Ma il concetto di artigianato nella storia si è ampliato notevolmente, andando a comprendere tutte quelle attività in cui il titolare impiega il suo lavoro manuale. Sono quindi artigianali ad esempio le aziende dei settori costruzione, impianti, trasporti, servizi alle persone, riparazione, produzione e trasformazione alimentare. In base alla nostra banca dati – continua Pinna – l’Elba conta ad oggi 1.043 aziende classificate come artigiane, un dato che di anno in anno si va assottigliando, soprattutto in termini di dimensione aziendale. A cessare sono generalmente le aziende storiche che hanno anche dipendenti, mentre a nascere sono sempre più spesso ditte individuali, senza dipendenti. Incidono in negativo anche le difficoltà burocratiche ed economiche nell’avvio dell’impresa che a volte costringono alla resa i neo imprenditori, con il risultato di aver anche bruciato i risparmi di famiglia: per questo qui in Cna cerchiamo di accompagnare le nuove imprese fin dai primi passi, con una attenta riflessione sulla sostenibilità del business plan, con il sostegno nell’accesso al credito e cercando di far cogliere alle aziende le possibili opportunità. Negli anni ci siamo dotati di tutti quei servizi che a 360 gradi danno risposte ai problemi delle imprese ed oggi anche per i cittadini, con i nostri uffici di patronato e Caf».
«Gli oltre 75 anni di esperienza di Cna nell’artigianato e nella piccola e media impresa – afferma la presidente del Cna locale Marcella Parrini – ci insegnano che non ci si può improvvisare imprenditori, neppure per necessità; quindi non conviene avventurarsi da soli, senza esperienza, nel settore rischiando esiti negativi. All’Elba abbiamo fior di nostre aziende che dimostrano come con passione, sacrificio e competenza si possa crescere in fatturato e occupati. Ma servono anche le giuste scelte da parte delle amministrazioni locali: la presenza di sette comuni in pochi chilometri quadrati non è certo un’agevolazione e spesso tale situazione diventa un moltiplicatore di burocrazie, situazione acuita da diverse regolamentazioni esistenti nei vari comuni per le stesse problematiche, e quindi avviene una anche una dispersione delle poche risorse pubbliche».
In base alla banca dati della Cna la maggiore concentrazione di aziende artigiane è presente logicamente su Portoferraio, dove operano 387 imprese; segue Campo con 177, Capoliveri 126, Porto Azzurro 106, Rio 95; chiudono Marciana e Marciana Marina rispettivamente con 87 e 65 imprese artigiane.
«Se guardiamo invece ai settori di occupazione – commenta Pinna - il comparto più numeroso all’Elba è quello dell’edilizia con 379 aziende, mentre i più piccoli artigiani sono quelli dell’artigianato artistico e tradizionale, dove si contano soltanto 18 imprese in tutta l’isola e del tessile con 14. Molto attivi il settore della realizzazione e manutenzione di impianti sia elettrici, che idraulici o termici con 145 imprese, il settore dei servizi con autofficine, carrozzerie, lavanderie, che conta 119 aziende e l’alimentare con 97 imprese fra pasticcerie, gelaterie, pizzerie a taglio, panifici, pastifici, rosticcerie e simili. Sull’isola operano anche 90 aziende nella manifattura artigianale con falegnamerie, infissi, officine meccaniche, carpenterie e 78 sono nei servizi alla persona: parrucchieri, estetiste, tatuatori, odontotecnici, poi 53 nei trasporti e 31 nel settore comunicazione, web, stampa e ict (settore informatico). Più difficile invece fare un quadro esatto dell’occupazione, risentendo enormemente il dato per la stagionalità e purtroppo quest’anno e il 2020 anche per il Covid». «La pandemia – conclude Parrini – ha cambiato il mondo e ancora lo cambierà. L’Elba dimostra un’ottima capacità di reazione e di attrarre ancora i turisti, ma i problemi eterni elbani sono sempre i soliti: si risolvano quelli legati ai collegamenti marittimi ed aerei, quelli sanitari, l’approvvigionamento idrico, la gestione dei rifiuti. Urge una programmazione unitaria fra Comuni in termini urbanistici, nei servizi e nella promozione turistica». —
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