Italia
Una delle prime vittime del virus Domani l’anniversario
Domani è il 30 marzo. Un anno da quel maledetto giorno in cui Marco Mennini esalò il suo ultimo respiro attaccato a una macchina. Marco, 58 anni ancora da compiere, da dodici giorni era finito in rianimazione, all’ospedale di Livorno. Ma era da tre settimane che si sentiva male e aveva la febbre alta. Il 16 marzo, dopo averlo chiesto più volte, fu sottoposto al tampone. Il 17 arrivò la risposta: Marco era positivo al Covid. La sera fu portato a Livorno, nel reparto Malattie infettive, in condizioni gravissime. La mattina del 18 fu trasferito in Rianimazione, sedato e intubato. Tracheotomia, cambio di antibiotici, i medici tentarono di tutto per salvarlo ma la mattina di domenica 30 il suo corpo disse basta.
Da allora, da un anno esatto, la famiglia e centinaia di amici attendono di poter organizzare un funerale, una specie di festa in sua memoria. Ma la pandemia impone di attendere ancora.
Marco era un gran portiere. Tre operazioni una dopo l’altra ai menischi gli negarono la soddisfazione di passare dalle giovanili del Piombino alla prima squadra. Si consolò con tanti tornei e col campionato amatori Uisp, popolarissimo a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta. Marco tra i pali era imbattibile. Giocava con l’Automec insieme a molti altri amici compreso Duccio Matteuzzi, di cui oggi pubblichiamo questo bellissimo e struggente ricordo. —
A.d.G.
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