La protesta
Carico militare verso Dubai A bordo logistica e armi
Sul cargo maltese Capucine un centinaio tra container e mezzi La protesta dei vigili del fuoco Usb: «Meno armamenti e più risorse salvavita»
PIOMBINO. Si chiama Capucine e batte bandiera maltese. I lavoratori della Compagnia Portuali hanno finito di caricarla un paio di giorni fa. A bordo del cargo noleggiato dall’Esercito sono finiti una settantina di container e una trentina di mezzi.
Dopo uno scalo tecnico in Kuwait, attracco a Dubai dove il materiale, in grandissima parte logistica, raggiungerà probabilmente l’Iraq per una esercitazione.
Il carico ha raggiunto Piombino su camion del Ministero e di privati. Cucine da campo, generatori, mezzi meccanici da officina sono tra i contenuti.
E’ scattato anche il livello di sicurezza 1, quello che indica i rischi minori, per la presenza di merci rientranti nella definizione di pericolose. Armi, probabilmente. C’è chi ipotizza quantitativi limitati necessari alla scorta del materiale anche a destinazione raggiunta. Esplosivi, secondo altre fonti.
Per i carichi pericolosi la gestione é diretta da parte dei militari e non sono previste soste all’interno dell’area portuale. In genere i tempi sono calibrati per l’arrivo diretto in banchina quando le altre fasi di carico sono alla fine.
Non é la prima volta e non sarà l’ultima. Il porto di Piombino é utilizzato periodicamente per operazioni analoghe destinate a basi Nato. Come in Sardegna.
Meno spese militari, più mezzi salvavita. Il ragionamento del coordinamento provinciale dei vigili del fuoco dell’Unione sindacale di base rimane questo. Anche stavolta. «A Piombino siamo ancora senza autoscala, come denunciato ormai decine di volte alle autorità competenti dal ministro dell’Interno, alla direzione regionale, dalla Prefettura ai sindaci della zona. In compenso – si legge in una nota – la città gode della vista del passaggio di decine di mezzi militari che con molta probabilità andranno a “giocare alla guerra”, come già successe nell’estate del 2019 quando transitarono da Piombino con destinazione Qatar».
Dissenso totale verso «lo sperpero di risorse per spese militari, con i nostri porti al servizio di navi con mezzi ed armamenti per decine di milioni di euro».
Nel 2019 Usb fece dei conti. «Una stima al ribasso. Probabilmente con un carico di mezzi militari lo Stato avrebbe potuto comprare almeno 40 autoscale per i pompieri, utilizzabili per garantire il soccorso tecnico urgente alla popolazione».
Il sindacato di base sottolinea che la situazione dei mezzi di soccorso è disastrosa in tutta la Regione, e che la Val di Cornia è uno dei primi territori che viene sguarnito dalla copertura dell’autoscala in caso di necessità in un capoluogo di provincia.
«Intanto – si aggiunge – lo Stato continua imperterrito a investire miliardi in spese militari, trascurando la scuola, la sanità, il soccorso alla popolazione. Quei soldi potrebbero essere destinati, almeno in parte, all’assunzione di personale scolastico, medico, infermieristico, ad allestire posti di terapia intensiva e comprare mezzi per i pompieri»
«Intanto – chiude la nota di Usb – i vigili del fuoco sono stati comandati a garantire la safety del porto durante le operazioni di imbarco con un mezzo degli anni ’90 con 500 litri d’acqua. Per fortuna non è successo niente». —
V.P.
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