Il Tirreno

Più attenzione nei tagli e i prati di Villamarina diventano casa ideale per orchidee spontanee

Cecilia Cecchi
Più attenzione nei tagli e i prati di Villamarina diventano casa ideale per orchidee spontanee

A seguire le operazioni gli appassionati Giros Costa degli Etruschi  Battaglini: «Grazie all’amministrazione dell’ospedale e agli operatori» 

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il racconto

«Una di quelle rosa, piccola, l’ho vista all’ultimo momento e l’ho tagliata via, mi spiace».

Dice Dore “armato” di maschera trasparente e tagliaerba in azione ad Andrea Battaglini. Una delle tante dimostrazioni che “il vento” per le orchidee selvatiche delle aree a verde che abbracciano l’ospedale Villamarina è ormai cambiato. Battaglini è qui ad aiutare e vigilare a nome della sezione di Piombino – col nome Costa degli Etruschi – parte integrante del Gruppo italiano per la ricerca sulle orchidee spontanee (Giros). Con Battaglini, Cristina Mazzarri col filo colorato a segnalare le aree rimaste scoperte.

Tutto nel massimo rispetto delle normativa di controllo pandemia Covid-19: un impegno costante anche in questi giorni per definire con picchetti e fili di segnalazione colorati le aree da non tagliare se non a margine.

Insomma le orchidee ci sono, tante, e restano anche dopo i tradizionali sfalci per mantenere decoro e pulizia.

Operazione del tradizionale taglio del verde come ogni primavera ancora in corso; in estate sarà prevista una volta al mese.

Nella parte alta del parcheggio, vicino all’area di atterraggio dell’elicottero, come nelle aiuole dietro alla fermata dell’autobus, gli operatori della ditta livornese EcoAmbiente sono già passati. Ed è evidente che le piccole recinzioni realizate dai volontari GirosCosta degli Etruschi hanno messo in salvo pure le piccolissime orchidee.

«Facciamo zig zag – si passano parola Dore, Valentin e Paolo – a volte capita che sono così alte e così belle, diverse da tutto il resto del prato».

«Adesso – li interrompe Andrea Battaglini – spesso sono loro a darmi nuove indicazioni su dove concentrare l’attenzione». Davvero un censimento delle molteplici varietà di orchidea che hanno trovato casa qui non finisce mai.

«All’ultimo momento – aggiunge Battaglini – in sezioni diverse dal solito mi sono trovato a fare “segnalazioni volanti” anche con le pietre per delimitare spazi, con orchidee in crescita! Davvero è necessario ringraziare questi operatori e soprattutto l’amministrazione di Villamarina che ci ha dato la possibilità di dare il via a questo progetto di studio e di seguirlo in diretta».

Per l’ospedale Villamarina, insieme a speranza e dolore, tanta bellezza; c’è la vista indimenticabile sul canale di Piombino coi “due mari” di Salivoli e Calamoresca tagliati dal parco del Falcone poi questi prati di orchidee selvatiche che sembrano invisibili ma poi vista una le scopri tutte. Già adesso l’esplosione di rosa grazie alla Serapias neglecta, c’è in Toscana, in Liguria e poi in Francia.

Poi “l’orchidea farfalla”, inutile spiegare perché si chiama così (Anacamptis papilionacea), tutta mediterranea di colore dal rosa al viola: fiorisce dalla fine di febbraio a metà giugno. Distesa di petali bruno-rossiccio scuro, un po’ vellutati? Ecco le Ophrys incubacea a perdita d’occhio. Prezioso patrimonio da imparare a riconoscere le orchidee spontanee e assolutamente da proteggere dove nascono. –

Cecilia Cecchi

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