Il Tirreno

gelichi (ascolta piombino)  

«Non si vede una strategia nel breve e nel futuro»

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PIOMBINO. «Tutti parlano col ministro Giorgetti che ci rinnova l’impegno di occuparsi del sito siderurgico “strategico” di Piombino, sarebbe stato singolare avesse detto il contrario, quindi non ci sembra una grande novità».

Così il portavoce di “Ascolta Piombino”, Riccardo Gelichi, secondo cui «oggi tutti parlano con tutti, grazie alla mobilitazione sindacale ma ancora non riusciamo a capire quali leve saranno usate per uscire dalla crisi, quali le priorità del breve periodo, quale strategia per il futuro, ma soprattutto non conosciamo il metodo che sarà utilizzato per garantire la presenza dello Stato all’interno della compagine societaria di Jsw». Gelichi ricorda dunque che Jindal ha un piano da 280 milioni con efficientamento dei laminatoi e messa in opera di un forno elettrico, «soldi dello Stato. La richiesta della proroga della cassa integrazione ci sembra ragionevole, poiché siamo ancora al punto zero, ma se si ritiene l’interlocutore ancora valido e questo solo un manager del settore può dircelo, valutando gli elementi proposti dal piano industriale, si dovrebbe tracciare un percorso e il cronoprogramma; poiché lo Stato decide di agire da volano economico, sarebbe opportuno la rivisitazione dell’Accordo di programma precedente, rendendolo più vincolante. Se il ministro Giorgetti ritiene che sia importante che lo Stato entri nella filiera dell’acciaio, viste le fragilità del settore – prosegue Gelichi – credo sia dirimente che lo faccia con finalità precise, in un arco temporale, senza rischiare di modificare il mercato ma soprattutto sarà necessario che si agisca col controllo diretto degli investimenti».

«La partita diventa molto grande – è la conclusione – se s’inseriscono le bonifiche e la messa in sicurezza delle aree ex industriali, è un tema che va governato con tutte le istituzioni coese su un unico obiettivo. Potrebbe essere una grande opportunità per il territorio perché le questioni strategiche della fabbrica si legano a doppio filo con quelle della rigenerazione urbana e delle nuove opportunità d’impresa». —

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