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Lavori in corso per riaprire il museo di Italo Bolano
Affidato l’incarico a uno studio di architettura di Firenze L’idea è adeguare la struttura con un progetto da presentare al Comune di Portoferraio
PORTOFERRAIO. A sei mesi dalla scomparsa del maestro Italo Bolano (avvenuta il 17 settembre 2020) fervono i preparativi per riaprire il museo “addormentato” di San Martino, dopo circa due anni di chiusura forzata a causa della malattia dell’artista. Non solo. Si sta lavorando per riportare alla fruibilità i monumenti, le gallerie, il laboratorio di ceramica.
È stato dato incarico a un importante studio di architettura di Firenze – Gabelli e Sgambelluri, specializzati nella conservazione e valorizzazione dei monumenti, della cultura, della memoria – di predisporre un nuovo progetto da sottoporre al Comune di Portoferraio per realizzare un museo adeguato agli standard museali e per renderlo completo di tutte le necessità conseguenti: abbattimento delle barriere architettoniche, sevizi igienici, aree destinate ai laboratori aperti agli studenti, alla popolazione, agli artisti e ai turisti, biblioteca, aree espositive. «L’obiettivo – fanno sapere dall’International Art Center – è la conservazione del “magico” mondo di Italo Bolano che egli aveva creato in modo originale ed articolato in oltre 50 anni di attività in questo luogo. Nella predisposizione del progetto motivo di ispirazione per l’involucro architettonico del museo saranno i temi e le forme care al maestro. Si sta lavorando, quindi, perché già numerose giungono le richieste di informazioni su questo museo elbano citato in tutte le guide nazionali e internazionali e, nonostante la pandemia in atto, che presto sarà sconfitta, molti stanno predisponendo progetti di visita per l’estate e l’Elba sarà una meta di eccellenza».
«Caro Italo – scrivono dall’International Art Center – per te che hai dedicato tutta la tua vita a portare l’immagine dell’isola nel mondo attraverso le tue opere stiamo lavorando. Tu “non morirai tutto”, la tua eredità artistica è stata raccolta e presto nascerà anche una Fondazione per dare forza e sostanza alle varie iniziative attorno al tuo museo. I tuoi conterranei saranno orgogliosi di avere nel cuore della Valle di San Martino un’opera che porterà lustro all’Isola, anche nell’ottica del rilancio culturale tanto auspicato». —
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