Gioco
Villamarina, una petizione in difesa dei servizi sanitari
Non arriva la data dell’incontro con l’assessore regionale alla sanità, Bezzini e Ferrari cambia strategia: «Ma senza garanzie sul futuro non ci fermiamo»
PIOMBINO. Una raccolta di firme per chiedere un intervento di Regione e governo che «scongiuri il progressivo depauperamento dei servizi sanitari che ha visto, nel giugno 2019, la chiusura del Punto nascita».
Questa è la decisione del Comune di Piombino per proseguire la protesta su Villamarina, trasformando il presidio, che da oltre 45 giorni va avanti davanti all’ospedale, in una nuova mobilitazione popolare.
Del resto il sindaco Francesco Ferrari aveva già prospettato alla metà del mese scorso la possibilità di proseguire la protesta con una petizione.
Non è servita infatti a sbloccare la situazione nemmeno l’intermediazione della direttrice dell’Asl Toscana Nord Ovest, Maria Letizia Casani (di cui peraltro la maggioranza consiliare ha chiesto le dimissioni fin dall’avvio del presidio) che a fine febbraio aveva riportato a Ferrari la disponibilità dell’assessore regionale alla sanità, Simone Bezzini, a incontrarlo.
«Abbiamo denunciato più volte, a gran voce e a più livelli – scrive Ferrari in una nota – i gravi problemi che affliggono il nostro ospedale. Abbiamo chiesto garanzie sugli investimenti per l’adeguamento della sala parto, condizione essenziale per la sopravvivenza del servizio. Per questi motivi, abbiamo ripetutamente richiesto, come Comune di Piombino, un incontro all’assessore regionale Bezzini: dopo settimane di silenzio – prosegue il sindaco – ci ha indicato di parlare col suo portavoce, come se la questione fosse di mera natura comunicativa e non politica. Come se non bastasse, un appuntamento programmato, seppure mediato attraverso la Società della salute, è slittato a fine marzo. Ci troviamo, perciò, costretti a una nuova iniziativa di mobilitazione: ci auguriamo che questa possa essere l’occasione per un confronto diretto e risolutivo».
«Piombino attende risposte sul futuro della sanità in Val di Cornia – dice Ferrari – Avevamo annunciato che non ci saremmo fermati fin quando non avremmo avuto garanzie da parte del Governo e della Regione che, fino a oggi, si sono trincerati dietro un silenzio assordante. Quindi, continuiamo la battaglia in difesa della qualità e della quantità dei servizi sanitari e a tutela della salute dei nostri concittadini chiedendo loro una firma che dimostri la preoccupazione di una comunità intera».
Le firme saranno raccolte ogni mercoledì, alternativamente davanti all’ospedale e al mercato settimanale, e poi inviate all’assessore alla sanità, Bezzini, e al ministro della Salute, Roberto Speranza. È possibile anche sottoscrivere la petizione online al link http://chng.it/n8KWVvTGQJ. —
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