Il Tirreno

la lettera al presidente giani 

«Zona bianca? Ci vuole calma Prima vacciniamo i residenti»

«Zona bianca? Ci vuole calma Prima vacciniamo i residenti»

I pediatri di libera scelta dell’Elba invitano alla prudenza il presidente della Regione «Un esodo incontrollato di arrivi rischierebbe di vanificare il lavoro finora svolto»

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PORTOFERRAIO. Prima una campagna di vaccinazione capillare e l’organizzazione di un sistema di controllo e monitoraggio sui porti, poi la zona bianca. È questa, in sintesi, la tabella di marcia indicata da un gruppo di pediatri dell’isola d’Elba al presidente della Regione Toscana. Eugenio Giani solo pochi giorni fa ha annunciato la volontà di chiedere già da questa settimana l’attivazione di una zona bianca per l’arcipelago toscano, riscuotendo il sì convinto degli operatori turistici elbani (il messaggio di un’isola a contagi zero potrebbe essere dirompente nei termini della promozione turistica). I pediatri Alberto De Fusco, Laura Pertici e Fabio Berni, che invece si occupano ogni giorno della salute dei più piccoli, chiedono di seguire la strada della cautela.

E, a tale proposito, non hanno esitato a impugnare carta e penna per scrivere al presidente della Regione Giani.

«In merito all’ipotesi di configurare l’isola d’Elba come zona bianca rispetto alle misure restrittive anti-Covid i pediatri di Libera Scelta dell’isola d’Elba, nello spirito di collaborazione che ha sempre contraddistinto i nostri rapporti con la Asl e con le amministrazioni comunali e regionali, manifestano da un lato la loro soddisfazione per la buona situazione epidemiologica frutto dei sacrifici della popolazione e dell’operato della sanità pubblica di cui anche noi siamo parte, dall’altro lato la preoccupazione rispetto ad un esodo incontrollato di arrivi che rischierebbe di vanificare il lavoro finora svolto», hanno scritto i professionisti.

I pediatri ritengono che un simile provvedimento non possa prescindere da due condizioni indispensabili. «In primo luogo occorre una vaccinazione di tutta la popolazione residente e di tutti i lavoratori pendolari rispetto al rischio di una malattia per la cui cura l’unico ospedale del nostro territorio non è attrezzato – spiegano – in secondo luogo servono controlli severi all’imbarco di Piombino consentendo l’accesso ai non residenti solo a condizione che esibiscano un certificato di vaccinazione anti Covid o l’esito negativo di un tampone eseguito non oltre 48 ore precedenti». —

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di Redazione web