Il Tirreno

il presidente della conferenza dei sindaci zini 

«Proposta interessante ma prima l’isola si deve organizzare»

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PORTOFERRAIO. La proposta, per un’isola che vive di turismo, è allettante. Essere zona bianca e tornare a una situazione di semi normalità (ristoranti e bar aperti tutto il giorno, scuole in presenza al 100% e in generale meno restrizioni) quando il resto dell’Italia naviga tra il rosso e l’arancione. Ma alla sorpresa per l’annuncio del presidente della Regione Eugenio Giani (la prossima settimana chiederà al governo la zona bianca per l’arcipelago toscano) è seguita un po’ di preoccupazione.

Avanti con cautela. Si potrebbe riassumere in questo modo la linea scelta dal presidente della conferenza dei sindaci della sanità, Angelo Zini, riguardo all’attivazione della zona bianca per l’Elba. Ha accolto con favore la proposta di Giani che lui stesso, assieme alla Gat e alle associazioni di categoria, stava valutando di richiedere alla Regione. Quello che tuttavia secondo Zini è determinante, è scegliere con cura i tempi e attivare la zona bianca solo quando l’isola sarà attrezzata per poterla mantenere. «I problemi sono due – dice – uno è relativo alla gestione interna: un “liberi tutti”, ovviamente, sarebbe da evitare in questa fase. L’altro interrogativo è che tipo di controllo mettere in piedi all’ingresso. E qui siamo nella stessa situazione dello scorso anno. Come ci organizziamo? Non siamo la Sardegna e l’Elba vive con un pendolarismo quotidiano». Insomma, l’Elba deve prepararsi a dovere, prima di indossare l’abito bianco. In Sardegna il presidente della Regione Solinas ha firmato un’ordinanza che impone test obbligatori per chi accede all’isola o, in alternativa, la presentazione di negatività (tampone nelle 48 ore prima dell’imbarco) o di certificato di vaccinazione. «Per l’Elba sono misure complicate da mettere in campo – riflette Zini – ripeto, la proposta di Giani è interessante e saremmo entusiasti di passare alla zona bianca, ma prima di diventarlo occorre sedersi al tavolo per capire come mettere in atto un sistema di controllo e monitoraggio che per adesso non abbiamo e che nessuno, per il momento, ha in testa». —

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