Il Tirreno

lo scenario  

«Elba in zona bianca? Sarebbe un regalo, ma meritiamocelo con la responsabilità»

Luca Centini

Il sindaco Papi sull’ipotesi lanciata dal presidente Giani «Grandi benefici per il turismo, però servono controlli»

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Luca Centini

PORTO AZZURRO. «La proposta del presidente Giani è estremamente intelligente, a patto che vi siano dei controlli degli accessi. E, soprattutto, se l’Elba diventerà zona bianca dovremo essere noi elbani bravi a dimostrare di meritarcela. Sarebbe un bel regalo».

L’ipotesi di un’Elba zona bianca, lanciata pubblicamente dal presidente della Regione Eugenio Giani, piace a Maurizio Papi, il sindaco di Porto Azzurro che fin dall’inizio della pandemia è stato quello più attento nel mettere in campo le misure per contenere il contagio sul territorio elbano. Giani ha detto, durante la sua diretta Facebook di venerdì sera, di voler chiedere al governo, a partire dalla prossima settimana, l’istituzione di una zona bianca dell’arcipelago toscano, visti i contagi particolarmente limitati degli ultimi giorni. Una palla raccolta al balzo dall’isola d’Elba, particolarmente interessata a sfruttare turisticamente l’immagine di un’isola a zero contagi. Lo stesso Papi, su questo, non ci gira attorno. «Tutto sommato la nostra situazione dal punto di vista epidemiologico non è certo quella del continente – racconta il sindaco di Porto Azzurro Maurizio Papi, di professione medico – da questa situazione derivano una serie di eventi che potrebbero essere estremamente favorevoli per noi. In uno scenario nel quale tutta la Toscana e gran parte dell’Italia potrebbero diventare rosse, essere in zona bianca, in previsione futura, potrebbe garantire un afflusso turistico importante. Vorrei che questo vantaggio in chiave turistica venisse capito bene, in prima battuta dagli elbani».

meritarsi il bianco

Sarà il governo a decidere se e quando l’Elba e il resto dell’arcipelago potranno passare in zona bianca, al momento si tratta solo di un’ipotesi sulla quale permangono diversi dubbi. In caso di via libera saranno gli elbani in primis, secondo Papi, a dover dimostrare di meritarsi la zona bianca. Il rischio, in chiave turistica, sarebbe quello di preferire un uovo oggi alla gallina domani. Eventuali focolai in una zona promossa turisticamente come una sorta di isola dell’immunità rischierebbe di creare delle grosse ripercussioni sulla stagione turistica, innescando un grave effetto boomerang. «Non vorrei che pochi stupidi che in questi mesi hanno fatto feste e assembramenti – dice Papi – con i loro comportamenti, vanificassero questa opportunità».

Inoltre la zona bianca, secondo il sindaco di Porto Azzurro, dovrebbe essere accompagnata a un sistema di controllo degli accessi, attuato ad esempio in Sardegna. «Questo è il mio sogno fin dall’anno scorso – racconta – chiesi di fare i controlli a Piombino, mi trattarono da matto. Ma ora è chiaro a tutti che, se sarà attivata una zona bianca, si dovrà trovare il modo di mantenerla nel tempo. E per questo saranno importanti sia i comportamenti dei cittadini, sia i controlli su chi viene all’Elba. L’idea è quella di un passaporto sanitario, per l’isola sarebbe più facile rispetto alla Sardegna, visto che l’accesso è unico».

controlli e Test

Papi ha le idee chiare su come mantenere la zona bianca, qualora dovesse arrivare il sì del governo. Si appella alle forze dell’ordine per dei controlli capillari sul territorio. «E credo che per organizzare un sistema di accertamenti a Piombino ci potrebbe essere una compartecipazione economica anche da parte delle attività produttive dell’isola d’Elba, a partire dalle associazioni di categoria», fa presente il sindaco di Porto Azzurro. Ma, a differenza della Sardegna, l’isola d’Elba è un’isola che sta in piedi grazie all’afflusso quotidiano di lavoratori pendolari, magari da zone rosse. Non potrebbero certamente essere sottoposti a controlli ad ogni accesso sull’isola.

«Questo è vero, sono persone che lavorano da noi e hanno rapporti continui con l’isola. Tuttavia gli insegnanti, ad esempio, si stanno vaccinando, così come sono vaccinati i lavoratori della sanità – spiega il sindaco Papi, che ritiene i test antigenici rapidi lo strumento più idoneo per mettere in piedi un sistema di controllo – in ambulatorio ho i tamponi rapidi, in cinquanta secondo si può fare un test che dà subito un risultato attendibile». —

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