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Alta orologeria, fusione fatta L’elbana Locman incorpora Genesi

Antonella Danesi
Alta orologeria, fusione fatta L’elbana Locman incorpora Genesi

Si è conclusa l’operazione finanziaria cominciata 18 anni fa Mantovani: «Dobbiamo molto al genio dei fratelli Leandri»

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Antonella Danesi

PORTOFERRAIO. Locman incorpora Genesi. Il Gruppo elbano di orologeria made in Italy ha finalizzato il processo di fusione incorporando Genesi, storica società di produzione dell’orologeria italiana. L’operazione finanziaria condotta dall’azienda elbana si impegna a mantenere i servizi industriali offerti da Genesi nella sua sede di Milano. Locman, nata a Marina di Campo nel 1986, rappresenta l’incontro tra stile italiano, tradizione orologiere toscane e nuove tecnologie produttive. Ha uffici dislocati a Firenze, Milano, New York, Hong Kong e Tokyo.

L’avventura di Genesi nasce invece oltre 50 anni fa, con Luigi Leandri che alla fine degli anni Sessanta apre un’officina meccanica per lavorazioni di precisione. Nel 1971 l’attività si specializza definitivamente nella produzione di orologi conto terzi e Luigi viene affiancato dal fratello più giovane, Armando. Grazie alla crescente domanda delle marche svizzere che si rivolgono in Italia per produrre componenti e orologi di alta qualità, negli anni ‘70 il comparto industriale dell’orologeria italiana cresce a dismisura. Così i fratelli Leandri, per allargare l’attività, affittano uno stabile in zona Barona dove l’azienda viene divisa in due reparti distinti. Da una parte c’è l’officina meccanica per la produzione di casse e bracciali, dall’altra l’assemblaggio di orologi dove vengono montati i movimenti per arrivare al prodotto finito. Ben presto sorge la necessità di allargarsi ulteriormente e l’azienda, con oltre 60 dipendenti, arriva a produrre mezzo milione di orologi all’anno. Alla fine degli anni Ottanta inizia la collaborazione con Locman da cui nascono i primi orologi prodotti da Genesi in radica di erica della macchia mediterranea.

È subito un successo grazie anche all’ingresso del presidente di Hublot, Carlo Crocco, nel capitale sociale di Locman e le vendite aumentano in modo importante. Negli anni Novanta il mercato dell’orologeria subisce una trasformazione dovuta al potenziale produttivo a basso costo dell’estremo oriente che mette in crisi la filiera produttiva italiana, provocandone un forte ridimensionamento. Nel 2000 viene lanciata a livello internazionale la linea Locman Sport in alluminio, che assorbe quasi tutta la produzione di casse e componenti di Genesi. L’azienda che ha sede a Marina di Campo, uno dei pochi marchi indipendenti presenti sul mercato, nel 2003 rafforza l’alleanza con Genesi di cui acquista quote pari al 60%. Arriva poi nel 2009 l’acquisizione del 100% e la decisione dei fratelli Leandri di ritirarsi e lasciare a disposizione di Locman un eccezionale patrimonio umano, brevettuale e tecnologico. Genesi dal 2010 è nel quartiere milanese di Porta Romana e ha continuato a operare producendo orologi per prestigiose marche del settore. Inoltre ha portato avanti sinergie industriali, tipiche dell’alta orologeria, con la sede di Locman all’Elba. «Abbiamo portato a termine un progetto iniziato 18 anni fa – racconta Marco Mantovani, presidente di Locman – e grazie all’unione tra Genesi e Locman contiamo di tenere in vita una parte rilevante della tradizione dell’orologeria italiana sulla base di una passione ancestrale che trae origine da Galileo e non si è mai spenta. La sfida per l’orologeria italiana è quella di saper dare valore alle nostre eccellenze produttive e ingegneristiche. Non è un caso se alcuni tra i migliori tecnici orologiai del mondo sono italiani. Oggi però voglio ringraziare la genialità e le qualità manageriali di Luigi e Armando Leandri, a cui Locman deve moltissimo». —

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