La protesta
«Al Centro giovani dieci posti persi invece di un bando»
I gruppi consiliari pd e anna per piombino
PIOMBINO. «Leggiamo sul Tirreno dell’amarezza dei ragazzi e delle ragazze che hanno gestito il Centro Giovani in questi anni. Amarezza per la perdita del posto di lavoro ovviamente ma anche per la delusione di vedere buttata al vento un’esperienza importante per i giovani della nostra città».
Così si esprimono i gruppi consiliari del Partito democratico e di Anna per Piombino secondo cui si è trattato di «un lavoro che, insieme a quello dell’Arci Informagiovani, ha accompagnato la crescita di tanti ragazzi e ragazze che hanno trovato nel Centro un punto di riferimento per la loro crescita».
I due gruppi consiliari del centrosinistra, che vogliono esprimere «la solidarietà ai lavoratori della Cooperativa il Granaio e dell’Arci», spiegano di aver cercato «di far riflettere l’Amministrazione comunale partendo soprattutto dalla convinzione che per gestire una struttura di servizio come il Centro occorrano specifiche competenze e un livello di flessibilità che non può essere garantito da operatori comunali, ai quali eventualmente dovrebbero essere riservati i ruoli di indirizzo e controllo».
«Se nel contratto non era prevista la possibilità di proroga – sostengono i gruppi consiliari di Pd e Anna per Piombino – a nostro avviso si doveva procedere a un nuovo bando di gara, prevedendo la clausola sociale per i lavoratori della Cooperativa il Granaio e dell’Arci. Ci sembrava la soluzione che meglio rispondeva alle esigenze di gestione e di salvaguardia dell’occupazione».
«E ci meraviglia – concludono i due gruppi del centrosinistra – che né l’assessore al lavoro Sabrina Nigro, tra l’altro ex sindacalista, né il sindaco, si siano posti il problema di della perdita di dieci posti di lavoro, in maggior parte donne, soprattutto in un momento così drammatico per la nostra città». —
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