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«Quando si parla di miniere ci si ricordi di Rio Marina»

Luigi Cignoni
«Quando si parla di miniere ci si ricordi di Rio Marina»

Disperati, presidente del parco minerario, polemico sulla scarsa visibilità in tv che tenderebbe a privilegiare sempre il comparto capoliverese

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Luigi Cignoni

RIO MARINA. «Quando si parla di miniere elbane, occorre far riferimento all’intero comprensorio minerario che non è fatto esclusivamente degli impianti e delle gallerie di Capoliveri. Ce ne sono altre, in altre zone dell’isola».

Icilio Disperati, presidente del parco minerario e mineralogico di Rio Marina si riferisce alla recente trasmissione de “Il Provinciale”, andata recentemente in onda su Rai2. E domani, un’altra puntata di Rai2 alle 16,30 registrata sempre all’Elba, a dimostrazione di quanto sia salito l’interesse sull’isola in viale Mazzini, a Roma. Si tratta di “Stop and Go” , il programma dedicato alla scoperta della nuova mobilità ecocompatibile.

I conduttori della trasmissione, Marco Mazzocchi e Laura Forgia, raccontano l’Elba del turismo, del rally storico, del windsurf, ma anche dell’ambiente e delle eccellenze del territorio e naturalmente di Napoleone. Per concludere con giovedì scorso alle 10,30 con il collegamento dall’Elba nella trasmissione “Mi manda Rai3”, dedicata al turismo e alla prossima stagione balneare, Covid permettendo. Una buona visibilità sulle televisioni di Stato che non può che far bene all’industria elbana delle vacanze.

Ma torniamo alla trasmissione “Il Provinciale”. «Se non ci fosse stata – sostiene Disperati – l’intuizione di due artisti, Cristina Sammarco (pittrice) e Roberto Ridi (fotografo) che si sono fatti intervistare dal conduttore Federico Quaranta ai margini del laghetto rosso delle Conche nel nostro comparto, le miniere di Rio Marina non sarebbero state neppure citate nel servizio. E questo non va bene perché si dà presso il grande pubblico un’immagine parziale del reale stato delle cose».

Poi, menzionando i titoli di coda della trasmissione andata in onda sabato 6 marzo, Disperati ricorda che la maggior parte dei tecnici e giornalisti era formata da operatori che all’Elba erano già stati con Osvaldo Bevilacqua in “Sereno variabile” (2014) e anche a quell’epoca Capoliveri e il suo comprensorio aveva fatto la parte del leone, sollevando una striscia di polemiche.

«In fatto di promozione turistica della nostra isola – continua il presidente del parco minerario che, prima di rivestire questo ruolo, è stato presidente dell’Apt dell’Elba e poi quella di Montecatini – la Gat, che a tutti gli effetti ha sostituito l’Azienda elbana di calata Italia, non sta affatto ricoprendo tale ruolo. Non sta promuovendo l’intero territorio dell’Isola. Noi ce la mettiamo tutta per dare dignità al versante riese, incentivando il turismo con i mezzi di cui disponiamo. Abbiamo tutte le carte in regola per sostenere una tesi del genere: due porti, Rio Marina e Cavo, un’estensione territoriale che parte da Bagnaia e comprende l’intera penisola nord-est e finisce – conclude il presidente – a Capo d’Arco con varietà di spiagge per tutti i palati e le esigenze». —

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di Redazione web