Toscana
«Lavoro industriale da difendere per il futuro di scuola e sanità»
PIOMBINO. «L’acciaieria di Piombino è un’azienda strategica. Per la Toscana e per il Paese. Da quell’azienda è transitato molto del benessere sociale ed economico di questi territori per decenni. Oggi ancora più di ieri è a rischio e quei lavoratori e i sindacati che li rappresentano non devono essere lasciati soli». È l’opinione di Simone De Rosas, segretario della Federazione Pd, secondo cui «dal nuovo sviluppo dell’acciaieria elettrica, dal potenziamento e miglioramento degli impianti di laminazione, dal ruolo che l’azienda finalmente moderna e efficiente può svolgere anche in sinergia con altre realtà, passa una parte significativa del futuro di Piombino e di questo pezzo di Toscana. Che certo deve pretendere che l’acciaio non rappresenti più la monocultura del secolo scorso, che deve continuare l’opera di diversificazione puntando con convinzione sul turismo balneare, sulla cultura, sull’enogastronomia di qualità, sulla logistica, sul porto e la nautica, sulle sue meraviglie naturalistiche. Ma che non può e non deve rinunciare a quel motore industriale, un motore di crescita e sviluppo».
Per il segretario del Pd dunque «lo Stato deve definire al più presto il suo ingresso nell’azienda come annunciato dal ministro Patuanelli e dal governo Conte due. Mantenendo ferma la convinzione che sugli asset strategici come l’acciaio, il governo interviene a sostegno delle imprese per favorirne il rilancio e la transizione verso una produzione ambientalmente compatibile. In questa direzione va senza dubbio la deliberazione di lunedì delle commesse di Rfi previste negli accordi tra Jsw e Governo».
Ma secondo De Rosas «non un euro pubblico in più deve essere erogato all’azienda se non in conseguenza di un piano industriale approvato e completo in tutte le sue parti e che garantisca un futuro nuovo all’acciaieria di Piombino, confermando che quell’accordo non può essere solo un arricchimento del portafoglio dell’imprenditore ma un vincolo al consolidamento del polo produttivo di Piombino».
Il segretario del Pd pensa anche «che tutti i cittadini dovrebbero passare in questi giorni da quei lavoratori alla portineria dell’acciaieria, nella consapevolezza che non sono sufficienti le forze politiche e i rappresentanti delle istituzioni. Il nostro impegno è quello di riportare questa vertenza all’attenzione di tutti i livelli istituzionali, consapevoli del destino di tante famiglie e di un territorio che ha estremo bisogno di ritrovare speranze».
« Ma serve anche – prosegue De Rosas – che un popolo, le tante ditte collegate, l’indotto, che già ha sofferto l’arretramento di quell’azienda, oggi si senta solidale con quei lavoratori che lottano per un territorio già provato che rischia di subire un profondo ridimensionamento dei suoi servizi qualora molte famiglie decidessero di lasciare la città in cerca di lavoro da qualche altra parte. Se vogliamo difendere il futuro, la scuola, la sanità, il nostro ospedale, non si può prescindere dalle opportunità che scegliamo di lasciare ai nostri giovani: non solo nascere a Piombino ma la possibilità di restarci o tornarci». —
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