Gioco
«Aiuti intempestivi e inadeguati Così le aziende non ce la fanno»
PORTOFERRAIO. «Intempestività dei ristori, inadeguatezza, inopportunità nel metodo di attribuzione tramite Ateco». Sono queste le tre critiche principali che la presidente di Cna Isola d’Elba Marcella Parrini esprime sulla questione degli aiuti alle imprese nell’era covid. «Intanto la prima cosa da sottolineare è l’enorme ritardo con cui il settore dell’artigianato sta avendo i soldi della cassa integrazione o Fsba: si tratta di centinaia di imprese e di loro dipendenti sull’isola che stanno appena riscuotendo le integrazioni salariali di ottobre, novembre e dicembre e che devono ancora avere quelle dei primi mesi del 2021». Parrini ricorda come fra la prima e la seconda ondata, ci sia stata un’estate che ha permesso alla quasi totalità delle imprese elbane di tirare un grosso respiro di sollievo, «sicuramente al di là nelle nere aspettative che erano state formulate nella primavera dello scorso anno – dice – La seconda ondata ha fatto però molti danni, soprattutto per alcuni settori, fra tutti quello della somministrazione; le attività non stagionali stanno patendo molto e questo può mettere a rischio per alcune anche la prossima stagione turistica. Tutti riponiamo grandi aspettative nella prossima estate: anzitutto dal punto di vista sanitario, confidando in una vaccinazione il più estesa possibile, e di conseguenza anche dal punto di vista delle presenze turistiche».
Ma c’è un problema con cui rischiamo di dover fare i conti ancora a lungo: la terza ondata: «Una terza ondata da affrontare con la novità delle micro zone rosse comunali, davvero difficili da immaginare in territorio così piccolo in cui insistono ben sette comuni. Alle amministrazioni locali – aggiunge la presidente Cna – chiediamo però di uscire dalla logica della gestione dell’emergenza per passare a quella della programmazione nell’emergenza: dobbiamo imparare a convivere con il rischio Covid. Occorre una pianificazione unitaria fra i comuni degli interventi di sostegno a chi è in difficoltà, sia imprese che cittadini, per aumentarne l’efficacia ed evitare di disperdere le poche risorse; sul fronte dei tributi locali chiediamo di adeguare gli importi ai cali dei fatturati su base annua, uscendo dalla logica dei codici Ateco».
Secondo la presidentessa della Cna dell’isola d’Elba «anche all’occhio del turista – spiega – dobbiamo essere un’unica realtà che agisce unitariamente contro il Covid così da farlo sentire sicuro qualsiasi sia la località elbana che sceglierà per le sue vacanze». —
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