Toscana
Nasce il “Giardino dei Giusti” per ricordare chi aiutò gli ebrei
L’iniziativa degli studenti della scuola media “Giusti” che domani poseranno una lapide e un albero di carrubo nel giardino
MARINA DI CAMPO. “I Giusti del Giusti”. È il titolo del percorso didattico realizzato dagli studenti delle scuole medie ‘”Giuseppe Giusti”, classe terza A, in collaborazione con i loro docenti. Tutto è cominciato in occasione della commemorazione delle vittime della Shoah. Gli studenti dell’istituto hanno scelto di ricordare alcuni “Giusti italiani” che hanno contribuito a salvare molte vittime della persecuzione nazista e che per tale ragione sono celebrati nel Giardino dei Giusti del Museo Yad Vashem di Gerusalemme e ricordati tra i Giusti delle Nazioni. Ogni studente ha scelto un uomo o una donna che si sono distinti durante la II Guerra mondiale per azioni di salvataggio, produzione e consegna di documenti identificativi contraffatti, o che hanno fatto espatriare e condotto in zone sicure, nutrito e dato rifugio a persone di ogni età e nazionalità di origine ebraica, e che per questo hanno spesso rischiato e pagato duramente fino alla perdita della vita. Ogni ragazzo ha rivissuto e raccontato la storia del personaggio da lui scelto in una diretta condivisa con tutte le classi dell’Istituto, rispondendo anche alle domande e richieste di chiarimento da parte dei pari delle altre classi in merito allo sfondo storico di riferimento. La classe ha quindi scelto una pietra adatta da destinare all’inciampo, sulla quale riprodurre le iniziali e la data di vita e di morte della persona e disegnare un simbolo distintivo del Giusto prescelto riferito a un particolare della sua vita e alla sua attività: una bicicletta, un rocchetto di filo, una farfalla, un fiore. L’8 marzo le pietre di inciampo saranno posate nel Giardino dei Giusti della scuola, nel quale, come nel Giardino di Gerusalemme, una lapide commemorativa e un albero di carrubo ricorderanno il loro sacrificio. Obiettivo del percorso didattico è sviluppare il senso della partecipazione civile, della giustizia e dei valori fondamentali, attraverso un compito significativo, che, permettendo di attivare abilità semplici e pratiche condivise, renda più attuale e vicino possibile al loro un mondo lontano e di difficile comprensione per queste generazioni. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
