Gioco
Confcommercio appoggia le scelte per la strada 398
PIOMBINO. Presentazione, la scorsa settimana, del progetto del nuovo percorso per il tratto finale, dal Capezzolo al porto, della strada 398. «Da qui una serie di reazioni negative che comprendiamo in parte ma non condividiamo».
Così la Confcommercio che prosegue: «Comprendiamo – si sottolinea – l’amarezza di chi, avendo vissuto una vita nelle Acciaierie vede ridimensionate le prospettive di un ritorno alle attività di un tempo. La ripartenza di un comparto industriale che con i suoi occupati ha dato, con buona pace per la salute, prosperità a tutta Piombino sarebbe stata auspicata da tutti. Queste speranze di rilancio sono durate decenni, sperando alternativamente in interventi governativi o in imprenditori esotici che tutto hanno promesso, spesso preso, e rarissimamente dato. Crediamo quindi che a questo punto il cambio di approccio delineato dal Comune sia doloroso ma affermi la volontà di Piombino di valutare lo stato odierno delle cose: la superficie occupata dalle Acciaierie è sovradimensionata rispetto alle attuali lavorazioni. Gli spazi inutilizzati sono enormi e enormemente necessari, invece, ad uno sviluppo economico territoriale che guarda al porto, al suo efficiente collegamento con la rete stradale nazionale, al recupero delle aree dismesse limitrofe al centro cittadino, che guarda alle bonifiche correlate a queste azioni come ad un potente volano economico frenato da uno stallo senza fine. Siamo preoccupati – conferma Confcommercio – per le sorti dello stabilimento, ma adesso, se chi ha la responsabilità della società non dà segnale di vita basato non sulle parole ma sugli investimenti, l’amministratore di Piombino ha il diritto e il dovere di operare scelte che offrano prospettive reali di crescita economica ed occupazionale. Il nuovo tracciato della 398 va in questa direzione, contrariamente all’infelice progetto passato. L’attuale proposta risulta invece razionale e funzionale alle esigenze del porto e della città. Se la disposizione parallela alla rete ferroviaria nel tratto interno allo stabilimento fosse compatibile con le attuali attività di lavorazione non crediamo si possano opporre veti per esigenze future che non si basino su un serio impegno di investimento industriale realmente incompatibile con la nuova strada».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google