Sicurezza
Ferrari ai sindacati: «Critiche sterili, le aree inutilizzate tornino alla città»
Dura replica dopo le rimostranze su 398 e aree dismesse «Scelte urbanistiche per dare un futuro ai nostri cittadini»
piombino. È scontro tra l’amministrazione comunale e i sindacati sulle infrastrutture. Il sindaco Francesco Ferrari replica alle critiche da parte dei sindacati Fim, Fiom e Uilm sul nuovo tracciato della 398. «L’attacco mosso da alcuni sindacati nei confronti dell’amministrazione comunale – dice il sindaco – è privo di alcun fondamento e controproducente per la collettività. Se i destini della fabbrica sono incerti non è perché l’assessore all’urbanistica Palombi sta lavorando sugli strumenti urbanistici per ridurre le aree industriali, oppure perché l’assessore alle infrastrutture Parodi ha condiviso con l’Autorità di sistema portuale un tragitto più breve e funzionale per città e porto rispetto a quello scelto dalla passata amministrazione».
Ferrari prosegue sostenendo che il futuro dell’acciaio è incerto a causa di dinamiche economiche di livello internazionale «che solo chi non vuol vedere può ignorare. Anche per questo auspichiamo un concreto e celere ingresso dello Stato nella compagine sociale: lo abbiamo detto e lo continueremo a sostenere. Lo riteniamo il punto di svolta per la fabbrica e per tutti i suoi lavoratori, strumento per garantire una produzione strategica di acciaio e per farlo in modo ambientalmente compatibile».
E replica alle contestazioni dei sindacati: «Ridurre i quasi 600 ettari occupati da Jsw è doveroso e non vuol dire osteggiare lo sviluppo industriale. Buona parte di quelle aree sono infatti inutilizzate da decenni, occupate da vecchi impianti ormai in disuso: rappresentano una minaccia per l’incolumità dei lavoratori, un’offesa al decoro e un costante attacco alla salute pubblica. Arretrare quelle aree industriali, vuol dire anche creare le condizioni per nuove forme di imprenditoria, fondamento di una diversificazione che doveva essere stimolata già anni fa».
Poi una stilettata sul rapporto con Jsw: «E comunque, se il passato ci ha insegnato qualcosa, è che essere proni nei confronti dell’imprenditore di turno non paga: con la variante Aferpi la precedente amministrazione volle anteporre le esigenze dell’azienda a quelle dell’intera città, trasformando ulteriori aree da agricole a industriali e pensando a un tracciato del secondo lotto della 398 funzionale alla fabbrica anziché alla collettività; basti pensare che quella strada, secondo le intenzioni, doveva passare a pochi metri da Poggetto e Cotone e avrebbe definitivamente segnato il confine tra città e industria».
Secondo Ferrari si deve voltare pagina rispetto al passato: «Il fulcro di ogni decisione deve essere l’interesse dei cittadini. Solo così porremo le basi per un futuro a Piombino, tutelando i lavoratori di Jsw e quelli di tutti gli altri settori. Stiano tranquilli i sindacati perché il Comune di Piombino ha comunicato la visione che ha per il futuro industriale di questo territorio anche ai vertici di Jsw. Ed è una visione contemporanea, che poggia le proprie basi sulla diversificazione, la riconversione ambientale, le infrastrutture. Siamo convinti che solo così si possa uscire dalla crisi complessa che da troppo tempo attanaglia Piombino. Una visione - doloroso doverlo constatare - lontana dalle sterili rivendicazioni che paiono caratterizzare alcuni sindacati, troppo spesso ostaggio della propria angusta e antica ideologia». —
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