Il Tirreno

la crisi delle acciaierie 

«Strada 398 dentro la fabbrica l’azienda ora batta un colpo»

(cloz)
«Strada 398 dentro la fabbrica l’azienda ora batta un colpo»

I sindacati chiedono un incontro a Jsw: «Quell’ipotesi mette in discussione  la produzione di rotaie. E sul contratto con Rfi il governo metta clausole rescissorie»

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PIOMBINO. La richiesta di incontro al neoministro dello Sviluppo Giancarlo Giorgetti è partita da qualche giorno, ma sul futuro di Jsw al momento ci sono solo ombre. Indefinita la posizione in azienda del vicepresidente Marco Carrai, sparito dai radar da più di un mese, Jsw ha assistito apparentemente senza la minima reazione all’annuncio di Comune e Autorità di sistema portuale che il secondo lotto della strada 398 passerà dentro la fabbrica.

Tanti dunque i motivi di incertezza e preoccupazione che hanno spinto Fim, Fiom e Uilm a chiedere un incontro urgente alla direzione aziendale, «per un primo confronto sulla bozza del Piano industriale presentata al Mise lo scorso 30 gennaio, così come abbiamo appreso dalla stampa», ma anche «sull’avvio delle procedure amministrative per la definizione del nuovo tracciato della 398 individuato», e infine sul «Patto per Piombino presentato dall’Amministrazione comunale che ipotizza un ridimensionamento delle aree attualmente in uso allo stabilimento (treno rotaie e officina locomobili)», tanto che su quest’ultimo aspetto Fim, Fiom e Uilm ammettono di «non comprendere se si tratta di una condivisione con la proprietà o di un atto d’esproprio per interesse pubblico».

E sul punto la preoccupazione nasce proprio dalla «strategicità rappresentata alla produzione delle rotaie per la rete ferroviaria del nostro Paese che, in tali ipotesi, vedrebbero riconvertire le aree attualmente adibite a tali produzioni».

Se questi sono i temi della richiesta d’incontro a Jsw, il sindacato attende la convocazione di Giorgetti per capire se il nuovo governo «confermerà la strategicità della siderurgia e nella fattispecie dello stabilimento piombinese, e la volontà di entrare nel capitale sociale per controllare e gestire l’unico stabilimento che produce rotaie, considerate fondamentali nel Piano dell’utilizzo dei Fondi europei del Recovery fund».

Per questo, e il richiamo è appunto all’ipotesi del passaggio della strada 398 dentro la fabbrica, il sindacato chiede «a tutti i soggetti istituzionali coinvolti e presenti al tavolo nazionale (Regione, Amministrazione comunale, Autorità portuale) di fermare qualsiasi atto che potrebbe limitare o modificare le decisioni del governo e del ministro dello Sviluppo economico sul sito di Piombino».

A Giorgetti invece Fim, Fiom e Uilm chiedono «di affrettarsi a convocare il tavolo della vertenza Jsw e di attivarsi per mettere in campo tutti gli strumenti coercitivi necessari per chiarire le reali intenzioni del gruppo indiano, che devono coincidere con gli interessi delle migliaia di lavoratori coinvolti e di tutta la comunità piombinese».

Tutto ciò «a partire dall’approvazione del contratto con Rfi per un valore di circa un miliardo che deve essere concesso solo a patto che le rotaie vengano prodotte a Piombino e solo a fronte dell’impegno certificato da parte del Gruppo Jsw di investire insieme allo Stato italiano nella produzione di acciaio in maniera ecologica e sostenibile. Per non ripetere gli errori del passato – è la conclusione – occorre prevedere delle clausole rescissorie qualora gli impegni assunti non vengano rispettati, data l’inaffidabilità dimostrata dal Gruppo indiano nei confronti del territorio e di tutte le istituzioni negli ultimi anni». —

(cloz)

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