Il dolore
«Perché ripensare il progetto per la pista?»
il dibattito
Ancora dibattito sul futuro dell’aeroporto di Marina di Campo. Ancora rinvii e perdita ulteriore di tempo prezioso, quando, in piena pandemia, sarebbe stato più conveniente utilizzarlo per creare fin da subito le condizioni per giungere finalmente all’allungamento della pista di atterraggio. Lo scrive in una nota Giovanni Frangioni, ex segretario di zona della Cgil dell’Elba. «Se non sbaglio – afferma – mi ricordo che la società AlaToscana che gestisce l’aerostazione fece degli studi di fattibilità per allungare la pista, ne aveva già fatti in un passato non molto remoto. E all’epoca i soci-sindaci elbani apprezzarono il progetto che fu presentato in Regione a Firenze a fine 2019». Adesso però tutti i sindaci hanno deciso di affidare alla Gat le sorti dell’aeroporto, richiedendo uno studio che ben evidenzi il rapporto costo-benefici, accantonando quindi il progetto già esistente. «Sul piano del metodo – prosegue - si configura una scelta unitaria. Considerato che si tratta di un’opera fondamentale, ci si poteva aspettare almeno uno stralcio di documento che argomentasse tale nuova scelta». Invece niente di tutto questo. Riferendosi poi al Comune di Campo nell’Elba sul cui territorio insiste l’aeroporto, Frangioni continua: «Appare legittimo che il Comune possa porre, rispetto a questioni tecniche e ambientali che riguardano quell’area dalla significativa urbanizzazione, ulteriori valutazioni. Questo però non giustifica la richiesta di uno studio costi-ricavi».
A questo punto Frangioni auspica che la Regione, possedendo il 51/% della società che gestisce lo scalo, intervenga per capire fino in fondo le ragioni di questo “ripensamento” dei sindaci, proprio in virtù del fatto che ha deciso lodevolmente di sostenere con atti e risorse l’aeroporto. —
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