Il Tirreno

Dalle prime patenti al mito del Rallye: l’Aci dell’Elba festeggia 61 anni

stefano bramanti
Dalle prime patenti al mito del Rallye: l’Aci dell’Elba festeggia 61 anni

Lo storico dirigente Elio Niccolai aveva solo 24 anni quando aprì la sede. Ora ne ha 85 e resta una colonna del Club: «Dovevo rimanere sei mesi...» 

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PORTOFERRAIO. Nel 1960 fu inaugurata la mitica motonave Aethalia e proprio 61 anni fa un altro importante servizio spuntò all’Elba: nacque la delegazione isolana dell’Automobile club d’Italia (Aci). Lo ricorda bene il dirigente Elio Niccolai, un’istituzione per l’Aci e in generale per il mondo dei motori dell’isola d’Elba. Con professionalità e un impegno irriducibile nei tanti servizi avviati, Niccolai è stato artefice di progressi e successi, compresa la nascita del Rallye internazionale dell’Elba, tuttora vivo.

Allora era un giovane di soli 24 anni ed era già capoufficio all’Aci di Livorno, ma fu inviato nella città di Cosimo per creare l’ufficio Aci in un locale posto verso piazza del Popolo. Quattro anni dopo fu aperta la sede attuale di viale Elba con annessa stazione di servizio. Niccolai, classe 1936, ha quindi ora 85 anni, ma non li dimostra affatto ed è ancora al timone dell’Automobile club isolano.

CARRIERA IN CRESCITA

Un percorso duro il suo, ricco di soddisfazioni tanto che il funzionario ha nel suo palmares il titolo di Cavaliere della Repubblica dal 1975. Non solo. In precedenza, nel 1968, è stato uno dei fondatori del Lions Club isola d’Elba e fu protagonista del rilancio, nel 1984, del noto Premio letterario Elba, appuntamento annuale culturale fortemente voluto da Dario Gasperini e Giancarlo Castelvecchi. Elio è stato pure commissario dell’azienda di promozione turistica e ha ricevuto la “Stella d’argento al merito sportivo” quale protagonista nella gestione del Rally isolano.

«In realtà – ha detto al Tirreno – non amo le luci della ribalta e quando mi assegnarono il compito di formare la delegazione elbana, non ero entusiasta. Cercai di evitare l’incarico, ma i dirigenti mi convinsero. “Lei è l’uomo adatto”, mi dissero. Dovevo rimanere sei mesi, il tempo di avviare l’ufficio Aci, ma la permanenza si raddoppiò e nel frattempo conobbi Paola. Ci sposammo e diventai isolano al 100 per cento. Non mi sono più mosso da questo paradiso, a parte qualche viaggio per staccare un po’» .

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LA NUOVA DELEGAZIONE Creare la delegazione Aci era indispensabile, ci ha spiegato il dirigente. Prima del Sessanta Renato Brandi saliva fino Livorno a portare “i bolli” da pagare di centinaia di elbani, visto che la tassa di proprietà allora si poteva versare solo all’Aci. «Era un disagio notevole – dice Niccolai – e quindi l’apertura di un ufficio sull’isola fu accolto con entusiasmo e nel nome dell’Aci cercai di attivare un servizio tempestivo, utile a tutti gli isolani, snellendo le burocrazie in favore dell’efficienza. Credo e spero di esserci riuscito, anche perché l’Automobile club è una potente organizzazione nazionale, in grado di fornire molteplici servizi agli isolani e agli ospiti, turisti che crescevano di numero senza sosta. Abbiamo un’organizzazione tale che rinnoviamo le patenti anche in soli due giorni: il mercoledì viene il nostro medico convenzionato per esaminare le persone e il venerdì consegniamo il nuovo documento. I soci sull’isola sono ora circa mille e approfittano di tante pratiche a prezzo scontato e altri vantaggi, comprese assistenze tecniche per i mezzi di trasporto, sconti sul carburante ed eventuali assistenze sanitarie aggiuntive».

GLI ANNI sessanta

«Nel 1960 avviai quindi i primi contatti col sindaco di Portoferraio, Primo Lucchesi – prosegue il dirigente – e mi confrontai con Giovanni Cecchi il vice. Fu da subito un clima positivo, anche con tutti gli altri sindaci dell’isola e le forze dell’ordine, perché era chiaro che l’Aci garantiva un servizio di vitale importanza. Ancora prima venni a far pagare i bolli sistemandomi nel chiostro del Comune di Portoferraio e un’altra volta per fare, con la Motorizzazione civile, le revisioni dei veicoli evitando il disagio del dover venire a Livorno per tali adempimenti». E l’ufficio Aci, così potente, fu chiamato a realizzare specifici progetti.

«Tre impegni importanti ci sono stati. – rimarca Niccolai –. Il presidente dell’ospedale Luigi Cavalca mi chiese addirittura di creare un piano per il soccorso dei malati tramite l’elicottero e impegnammo i nostri specialisti per attuare il progetto, che suggeriva anche la necessità, di cui si parla ancora oggi, di avere una base per il velivolo a Portoferraio, evitando attese pericolose in caso di emergenza sanitaria. Poi, anche il sindaco Giovanni Fratini, negli anni Novanta, ci coinvolse affinché varassimo un piano per il traffico della città medicea e napoleonica. Il piano ben studiato fu presentato all’ente pubblico locale. Infine nei primi decenni del 2.000, sostenemmo l’autoscuola Del Bruno e il Circolo culturale Pertini, che insieme alle forze dell’ordine, fecero partire un piano di educazione stradale nelle scuole».

1968, il PRIMO RALLYE

Nello Statuto dell’Aci, ha fatto notare Niccolai, è prevista la promozione di attività sportive e il generale dell’esercito Luigi Bertett, presidente allora dell’Automobile club, nel 1966 lanciò l’idea di creare un Rallye all’Elba. Elio fu incaricato di verificare la fattibilità di questo progetto che poi non andò in porto, ma l’anno dopo scrisse un ampio articolo su “Elba turistica”, per far capire l’importanza di realizzare tale manifestazione motoristica, che avrebbe portato anche lo sviluppo della rete stradale. Infatti l’Aci Italia e la sede livornese, coinvolsero la Cassa del Mezzogiorno, per realizzare altri collegamenti tra le zone elbane. La gara internazionale di certo avrebbe portato un boom del flusso turistico, provocando pure un forte indotto. L’articolo fece centro e anche le istituzioni locali e gli albergatori furono sensibilizzati a dovere.

Determinante fu l’azione di Sergio Bettoja, noto pilota di Ferrari e Porsche, che propose di nuovo all’Aci di attuare questo rally isolano. Il direttore dell’Automobile club Bruno Pasquinelli accettò e coinvolse Niccolai, nominandolo segretario dell’evento. All’hotel Massimo, nel 1968, fu varata la prima edizione della competizione; poi nel 1970 Edoardo Andreini “Dado” dette altro impulso. Oggi la manifestazione è assunta dall’Aci Livorno con il presidente Luciano Fiori e il direttore Marco Fiorillo. Importante anche fu l’azione del presidente dell’Ente di valorizzazione dell’Elba, Pompei Mario Scelza e pure quella del sindaco di Campo Gavassa e del segretario comunale di Portoferraio, Barsotti. «Tutte le televisioni e i giornali del mondo – commenta Niccolai – parlavano della gara elbana che registrava 10mila presenze. Fu un grande spot pubblicitario e nel 1988 creammo con il compianto Massimo Puccini e Roberto Pellegrini, anche il Rallye storico, un raduno dei vari partecipanti dei primi 20 anni di gare. Aderirono in 60 e importante fu l’impegno del noto pilota, deceduto di recente, Lele Pinto e anche di Bernacchini. Per anni ho fatto direttore di gara ed è rara la longevità di un evento del genere: infatti ancora oggi in primavera si attua il rally e nell’autunno quello storico. L’Aci, con tali appuntamenti, offre da lustri all’Isola uno sviluppo economico notevole». —


 

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