Il Tirreno

commissione pari opportunità 

«Sessismo e intolleranza, le donne siano solidali e pretendano rispetto»

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PIOMBINO. La Cpo interviene sugli insulti sessisti rivolti a Giorgia Meloni. Stavolta allarga il tiro per ricordare l’intolleranza nei confronti delle donne che hanno raggiunto importanti livelli di responsabilità, «e soprattutto verso le donne comuni per le quali in pochi si scomodano».

«È davvero incredibile – scrive in una nota – la quantità di insulti rivolti a donne parlamentari e ministri ed in genere a chi ha raggiunto visibilità per meriti, al di là della storia personale, della diversità di credo o di razza, o del proprio stile di vita».

L’invito é a riflettere sul linguaggio sessista «e sulla condizione della propria superiorità e del proprio potere, sulla supponenza che si celano dietro queste ingerenze, offese e prevaricazioni e pensiamo a quante, senza testimoni, sono rivolte alle donne comuni, alle quali vorremo dare uguale voce».

La Cpo rammenta le offese ricevute da Laura Boldrini, da Lucia Azzolina o da Paola De Micheli, tutte di tipo sessuale. E aggiunge «gli orrendi epiteti verso le ministre Teresa Bellanova e Rosy Bindi, le odiose offese razziste rivolte all'ex ministro Cécile Kyenge , quelle vergognose antisemite indirizzate costantemente alla senatrice Liliana Segre, non solo sono da condannare ma ci devono far riflettere sul cammino lungo che ancora ci separa dalla parità, che dobbiamo conquistare e che deve essere presto raggiunta per valori sociali e civili che una società moderna dovrebbe farsi propri».

«Come Commissione Pari Opportunità – si aggiunge – dovremo poterci presentare come parte civile nelle eventuali querele e denunce. Opponiamo alla misoginia e al maschilismo la nostra solidarietà e sensibilità di genere, valori che non dobbiamo mai dimenticare, oltre a batterci continuamente per leggi che ci difendano e ci tutelino in ogni campo. Cerchiamo – conclude la nota – di essere solidali tra noi donne, la nostra sensibilità può rafforzare la determinazione a pretendere rispetto, per noi e per i soggetti più deboli, le donne e gli invisibili che non hanno la voce dei media a dare risalto a queste ataviche ingiustizie». —



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