Il Tirreno

“Con i bambini”, un progetto per l’inclusione sociale

V.P.
“Con i bambini”, un progetto per l’inclusione sociale

Pubblica assistenza, accordo per i locali con il comune 

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PIOMBINO. Intanto, i locali ci sarebbero. Il Comune ha formalizzato con una delibera la disponibilità a garantirli, candidandosi, quindi, come partner nel progetto “Con i bambini”. Capofila delle diverse realtà coinvolte é la Pubblica assistenza che ha aderito al bando ministeriale per contrastare la povertà educativa. Se l’esito sarà positivo, ci saranno le risorse necessarie a dare concretezza agli obiettivi. Per saperlo, servirà altro tempo.

Gli spazi concessi sono quelli al Cotone, usati dal Tavolo di Quartiere per il doposcuola e altre attività, in carico all’assessorato al Decentramento. Tra i soggetti coinvolti, ci sono il Consiglio di quartiere Città Vecchia, la comunità “Parola e vita”, la Società della salute e altre associazioni.

Il progetto “Con i bambini” è rivolto alla fascia da 0 a tre anni e vuole intercettare i piccoli - una trentina - che per motivi diversi non accedono ai servizi per l’infanzia. Non solo in quella zona e non solo immigrati.

I collegamenti, se i familiari fossero impossibilitati a provvedere, sarebbero garantiti da mezzi della Pubblica assistenza. Scarsa conoscenza dei servizi e delle possibilità di esonero dal pagamento, difficoltà logistiche ed economiche, modelli educativi variegati incidono sulla frequenza di nidi e materne. I promotori sono convinti che la mancata inclusione sociale, però, può determinare difficoltà al momento dell’ingresso nella scuola dell’obbligo. E il progetto può essere un modo per prevenire.

Tre volte alla settimana i piccoli verrebbero accompagnati al Tavolo per partecipare a laboratori e attività di animazione in un contesto già collaudato. Dove troverebbe spazio un punto di ascolto contro l’emarginazione, rivolto alle famiglie e gestito da figure professionali come il pedagogista, lo psicologo, l’assistente sociale, l’educatori. E volontari, naturalmente. In sostanza, si tratta di promuovere una rete di collaborazione con le associazioni che già operano nel quartiere e incrementare la partecipazione di altre organizzazioni impegnate sul disagio a vari livelli. Perché intervenire nella primissima infanzia significa fornire competenze sociali fondamentali per la crescita e la strutturazione della personalità, sia come individuo, che come futuro cittadino. —

V.P.



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