Sicurezza
Il Comune spera nel Recovery Fund per riqualificare il teatro di Napoleone
L’ufficio tecnico ha definito il progetto da oltre 2 milioni per restaurare i locali e gli arredi arrestando così il degrado
PORTOFERRAIO. Il Comune di Portoferraio spera nel Ricovery Fund per riportare allo splendore che merita il teatro dei Vigilanti, sempre più alle prese con il degrado.
Ai primissimi posti della lista dei desiderata degli amministratori comunali, figura infatti il ripristino e la valorizzazione del Renato Cioni'. Troppo importante il sito, sia dal punto di vista storico, sia architettonico-culturale per lasciarlo nel degrado. Non foss’altro per visionare il ‘capriccio’ del Sovrano dell’Elba, Napoleone Bonaparte che, nel 1814 volle trasformare la chiesa del Carmine in una piccola bomboniera teatrale degna di ospitare la sua corte nei vari spettacoli. E prevedono, sempre gli amministratori, di dover stanziare due milioni e 130mila euro per finanziare le opere. Ma non si tratta di un aggravio per le tasche del contribuente portoferraiese. Il progetto figura insieme ad altri 41 redatti dai comuni insulari facente parte della piattaforma elbana che sono stati inviati al Sape della Provincia di Livorno e al Comune di Livorno e che ha una copertura finanziaria di 93 milioni e 800 di euro nell’ambito del Recovery Fund. È ovvio, sia chiaro, che se anche una minima parte del piano venisse finanziata sarebbe un successo. Ma è chiaro che la piattaforma dei progetti presentati per il recovery dia un’idea di quali sia la città immaginata dagli attuali amministratori nel futuro. Per il teatro è stato anche previsto un cronoprogramma finanziario. Che prevede, per l’anno in corso, la spesa di 200mila euro da spendere per progettazione e appalto; di 600mila euro nel 2022, per trasformarsi in un milione e 200mila euro nel 2023; infine per chiudere i conti (e quindi anche gli interventi previsti) nel 2024 con l’impegna di 130mila euro.
Ma cosa prevede il progetto? Innanzitutto parte dalla constatazione che ci si trova dinnanzi a un ‘monumento’. «L’immobile è di eccezionale valenza – si legge nella relazione tecnica – Infatti la costruzione di cui trattasi è stata realizzata nel 1626, voluta dal governatore di Portoferraio Orazio Borbone, marchese di Sorbello a forma ottagonale, per accogliere la sua sepoltura che avvenne il 13 marzo1620». Ma è durante il Principato Napoleonico che la sua storia si fa più interessante. Il Sovrano volle trasformare la chiesetta in teatro e per finanziare i lavori del cambiamento d'uso mise in vendita i palchi del teatro a disposizione delle famiglie più danarose della città. Ci fu una corsa all’acquisto dei palchetti migliori fra i Senno, i Foresi, i Bigeschi, i Lapi, i Balbiani. La tradizione vuole che la vigilia della sua partenza dall’Elba Napoleone e la sua corte abbiano organizzato una grande festa da ballo proprio in teatro, il modo migliore per accomiatarsi dai suoi sudditi. Continua la relazione: «L’edificio risulta ammalorato non solo nella parte strutturale ma anche nell’impiantistica che rischia di impedire il prosieguo dell’attività teatrale». Pertanto urgono interventi volti al restauro degli affreschi, al risanamento dei locali, all’efficientamento energetico, al rinnovo degli arredi, all’allestimento degli spazi dei vari ordini dei palchetti per mostre ed esposizioni varie. Un buon proposito. —
Luigi Cignoni
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