Gioco
«Non ci sono vaccini per noi familiari e per gli avvocati sì»
PIOMBINO. «Non ci sono vaccini sufficienti per proteggere i familiari dei bambini fragili e ce ne sono per gli avvocati? Inclusi civilisti e tributaristi che le cause le seguono on line?».
Lara Redditi, venturinese e impiegata in Comune a Piombino, contesta l’estensione del piano vaccinale che continua a tagliare fuori chi si occupa di bambini come la sua. Lo trova sconvolgente e di un’ingiustizia abissale.
Il presidente della Associazione italiana di pediatria, Alberto Villani, lo va dicendo da un pezzo. I vaccini non sono stati sperimentati sui giovanissimi. Per questo vanno protetti i genitori di minorenni che convivono con patologie serie. A partire da quelle rare che spesso comportano una risposta immunitaria ridotta.
«Pochi numeri. Casistica bassa. E’ per questo che i nostri bimbi sfuggono a tutte le maglie»? si domanda Redditi per sottolineare subito dopo che la protesta sta montando. «Dopo l’articolo del Tirreno l’interesse dei media si é esteso e mi hanno contattato tanti familiari da varie parti del Paese», racconta.
Poco fa da Roma, é stata la volta della mamma di un bimbo di un anno e mezzo. Il piccolo ha il cuore artificiale ed é in attesa di trapianto.
«I genitori non possono andare al lavoro né il fratellino può frequentare la scuola per timore di contrarre il virus e di portarlo a casa. Tutto questo - aggiunge Redditi - é inaccettabile»
Tante categorie lavorano con le precauzioni necessarie. Perchè non possono farlo anche gli avvocati, soprattutto in una situazione conclamata di carenza di vaccini? La domanda é questa e l’Amei, (Associazione malattie epatiche infantili) sta valutando la possibilità di fare un ricorso. Nei giorni scorsi, intanto, ha provato a contattare il ministero per sollecitare un’accelerazione e introdurre anche questi casi tra le priorità .
Alla Giornata delle malattie rare in calendario oggi, parteciperà pure Roberto Speranza. Il suo dicastero é tra gli organizzatori dell’evento on line “Uniamo le forze” e Lara spera di poter dire la sua anche questa volta.
Un messaggio inviato qualche giorno fa non ha avuto risposte. Nel frattempo tante associazioni e tanti familiari si sono mobilitati. La notizia arrivata nel frattempo, degli avvocati inseriti nelle corsie preferenziali, non riescono a mandarla giù. —
V.P.
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