Lutto
I Cinque stelle: «Trasparenza sulla trattativa con Iren»
PIOMBINO. «Sulla trattativa con Iren, si giochi a carte scoperte». Lo chiede il Movimento cinque stelle che sollecita una discussione in Quarta commissione.
«Leggiamo che Iren avrebbe proposto “nuovi volumi di discarica da coltivare, oltre a quelli già in uso nel Cono Rovescio, di circa 800 mila/1,2 milioni di metri cubi”. Quindi nuovi volumi in discarica»?, si domanda nella nota in cui si ricorda all'amministrazione e ai cittadini, che qualche mese fa é stata approvata la variante RiMateria. L’atto che avrebbe dovuto trasformare l'area in un parco urbano, una volta esauriti i volumi attualmente autorizzati, ovvero il solo Cono Rovescio.
«A che cosa è servito dunque esporre il Comune a un risarcimento milionario, che ne potrebbe causare il commissariamento? È stata soltanto un'iniziativa per puri fini propagandistici»?, chiede la lista sottolineando che nella scorsa campagna elettorale il tema della discarica è stato cavalcato dalla coalizione guidata da Francesco Ferrari, determinando anche la radicalizzazione delle posizioni dei partiti a discapito dell'approfondimento. A questo punto per i Cinque stelle la massima trasparenza é d’obbligo «in primis perché si tratta di un argomento chiave per lo sviluppo della città e poi perché sembrerebbe rinnegare il percorso politico che ha portato all'approvazione della variante RiMateria».
Il sindaco avrebbe chiesto il ripristino degli impianti Tap per la produzione del misto cementato (Conglomix) per evitare che la risultante della bonifica della LI53 finisca interamente in discarica.
«Tutto ciò di per sé sarebbe anche condivisibile, in quanto – si aggiunge – riporterebbe RiMateria a percorrere la mission con la quale ci fu presentata nel 2016, cioè rappresentare lo strumento per le bonifiche e per il riutilizzo del materiale riciclato, da impiegare nella costruzione delle opere infrastrutturali».
La vendita del misto cementato sarà sufficiente a coprire i costi di bonifica? Nel caso in cui gli impianti TAP non fossero ripristinati, chi pagherà la rimozione dei cumuli e la messa in sicurezza dei suoli? «Su questo pretendiamo risposte. Senza conferimenti da fuori, come sopravvive l'azienda, assicurando la continuità lavorativa dei 44 dipendenti»?, domanda ancora la lista per la quale le tempistiche non quadrano.
Considerando che il Cono Rovescio garantisce ancora un anno di attività e a oggi non sappiamo in che cosa potrà essere utilizzato l'eventuale misto cementato, e che per poter avviare il concordato in continuità occorrerà presentare un piano industriale con una prospettiva futura solida, Il Movimento Cinque stelle si chiede come potrà essere sostenuto tutto questo, «senza conferire rifiuti provenienti da fuori. Con cosa verranno riempiti gli eventuali 1,2 milioni di metri cubi totali»? —
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